La deputata PLR critica duramente il vertice del suo partito per la nota con cui è stata commentata la bocciatura popolare della riforma scolastica

LUGANO - “Ci sono rimasta molto male: in politica si vince e si perde insieme”. Maristella Polli non usa giri di parole nel distanziarsi dal comunicato che il suo partito ha diramato dopo la bocciatura popolare de La Scuola che verrà. Una nota, firmata dal presidente Bixio Caprara, in cui sostanzialmente si scaricava la colpa della sconfitta su Manuele Bertoli.
La presa di posizione del PLR è andata di traverso a diversi deputati, in particolare a quelli che, come Polli, si sono occupati in prima persona della riforma in Commissione scolastica. Il Corriere del Ticino, stamane, scriveva di una vera e propria maretta in casa liberale radicale. La Gran Consigliera non si spinge a tanto, circoscrivendo il dissenso al comunicato, ma nel giudizio sull’episodio è molto dura.
“Mi è sembrata una presa di posizione irrispettosa - spiega ai microfoni di Liberatv - innanzitutto verso quei deputati del PLR che hanno lavorato a lungo in Gran Consiglio per raggiungere un compromesso che prevedeva i due modelli sottoposti al giudizio del popolo: quello del DECS e il nostro. Ed è irrispettosa anche perché noi, durante la campagna referendaria, abbiamo girato mezzo Ticino per difendere il modello PLR. Distanziarsi in questo modo ad urne chiuse, semplicemente perché la riforma non ha superato lo scoglio della votazione, è scorretto”.
“Sapevamo fin dall’inizio - aggiunge - che avremmo condotto questa campagna con il DECS e il PS. Se non volevamo farla, bastava non accettare il compromesso. Invece lo abbiamo condiviso e siamo andati avanti, perdendo tutti insieme. Io sono abituata ad assumermi le mie responsabilità con onestà e trasparenza. Ci sono stati degli errori, ma dire che la sconfitta è colpa di Bertoli, questo no, non lo accetto. Ripeto: si vince e si perde insieme”.
“Ci sono tanti motivi - prosegue Maristella Polli nella sua disamina - all’origine di questa sconfitta. Non è solo per il fatto che il titolare di questo dossier era Bertoli. Pensiamo a quanta gente non è andata a votare (il 60% degli elettori non si sono espressi, ndr) su un tema fondamentale come quello della scuola dell’obbligo. È vero che il modello PLR non è stato molto promosso dal DECS, ma quello è un lavoro che spettava principalmente a noi e che abbiamo svolto al meglio delle nostre possibilità. La sconfitta certifica il fatto che non siamo riusciti ad essere convincenti. Quindi è anche colpa nostra”.
“Non voglio fare polemica a tutti i costi - conclude la deputata -ma mi dà fastidio quando si dà la colpa all’altro. Se la sperimentazione fosse stata accettata, saremmo stati tutti vincitori. Abbiamo perso e quindi siamo tutti sconfitti. Credo che, prima di inviarlo ai media, sarebbe stato giusto condividere questo comunicato con i deputati che si erano spesai in prima linea per questa riforma. E invece non è stato fatto”.
AELLE