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Ultimo aggiornamento: 22.04.2019 13:59
Politica e Potere
18.01.2019 - 08:280

Mario Botta favorevole all'iniziativa contro la dispersione degli insediamenti. Lettera aperta di Rocco Cattaneo: "Non avresti potuto costruire sul Tamaro e sul Generoso"

Il Consigliere nazionale PLR all'Archistar ticinese: "Questa iniziativa è inutile, dirigista e non tiene conto delle differenze regionali nazionali e nemmeno delle autonomie comunali"

BERNA – Tra i duecento architetti che si sono detti favorevoli all’iniziativa contro la dispersione degli insediamenti c’è anche l’Archistar ticinese Mario Botta. A Tio.ch, Botta ha affermato che “è necessario costruire verso l’interno” e che “l’iniziativa non limiterebbe il lavoro degli architetti in quanto con le nuove tecnologie, anche negli insediamenti si possono realizzare costruzioni attraenti”.

Una presa di posizione andata di traverso al Consigliere nazionale Rocco Cattaneo, che ha impugnato “carta e penna” e ha scritto una lettera aperta all’Archistar che vi proponiamo di seguito.

“Caro Mario,

Mi permetto di farti notare che l’iniziativa da te sostenuta avrebbe impedito la costruzione delle tue opere sul Monte Tamaro e sul Monte Generoso. Infatti, tra le altre misure l’iniziativa vuole limitare ancora di più la costruzione di edifici fuori dalle zone edificabili. Non si potrebbero più costruire per esempio ristoranti di montagna, gli agricoltori non potrebbero né ampliarsi, né edificare serre, stalle per l’allevamento, edifici per l’agriturismo, ecc.

Inoltre vorrei aggiungere che con la revisione della Legge federale sulla pianificazione del territorio, approvata dal popolo nel 2013, sono state definite misure concrete per lottare contro la dispersione degli insediamenti. Tra queste figurano l’obbligo ai Cantoni di determinare le zone edificabili secondo un fabbisogno prevedibile per 15 anni, la riduzione di zone sovradimensionate e un migliore sfruttamento delle zone edificabili già esistenti. E in questo senso i Cantoni hanno già prontamente reagito: proprio in questi mesi hanno rivisto i loro piani direttori e alcuni hanno addirittura già ridotto la superficie delle proprie zone edificabili.

Anche il Canton Ticino ha fatto i compiti: il piano direttore è attualmente al vaglio del Consiglio federale. Ecco alcuni motivi per dire che questa iniziativa è inutile, dirigista, non tiene conto delle differenze regionali nazionali, delle sovranità cantonali e nemmeno delle autonomie comunali. In sintesi è contraria a uno sviluppo economico e sociale ragionevole del nostro paese”.

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