Politica e Potere
05.11.2019 - 09:350

Il PLR all'attacco della sinistra: "Ma quale regalo ai ricchi!"

All'indomani dell'approvazione del Parlamento della riforma fiscale, i liberali radicali criticano duramente gli oppositori

BELLINZONA - Il Gran Consiglio ha approvato ieri la riforma fiscale, grazie al sostegno di PLR, PPD, Lega e UDC. Il pacchetto, che ha un costo di 150 milioni franchi, prevede in particolare la riduzione dell'aliquota ordinaria sull'utile, destinata a passare dal 9 all'8% nel periodo 2020-2024 e poi al 5,5% nel 2025. È inoltre prevista una riduzione del moltiplicatore d’imposta  dal 100% al 97% nel 2020 e più avanti al 96%.

La riforma è legata, in virtù di un accordo in Governo, a misure di compensazione per 17,4 milioni che saranno investiti nella scuola e 16 nella socialità.

PS, Verdi e sinistra radicale si sono opposti ieri in Parlamento al pacchetto. E l’opzione di ricorrere al referendum da parte di queste forze politiche appare piuttosto probabile. Esulta invece il PLR che attacca gli oppositori.

 
“I contrari a questa riforma che permetterà al Ticino di allinearsi con la futura media intercantonale nella fiscalità delle aziende - si legge in una nota -  hanno prevedibilmente rispolverato il consunto argomento del “regalo ai ricchi”. In realtà non si tratta di regalare niente a nessuno, quanto piuttosto di lasciare qualche franco in più nelle tasche di chi investe, crea posti di lavoro e punta sull’innovazione. Il PLRT ricorda il semplice ma fondamentale principio che la ricchezza prima di essere distribuita, deve essere creata.  A quelle forze politiche che sbandierano scenari catastrofici per le casse pubbliche, va poi anche ribadito che in diversi Cantoni che hanno già adottato riforme fiscali simili, il gettito non è diminuito, ma è anzi cresciuto grazie ad un nuovo slancio competitivo.

 


“A chi parla di regalo ai ricchi - aggiunge il PLR - va ricordato che la riforma prevede una riduzione fiscale a favore anche delle persone fisiche, che si concretizzerà con una diminuzione del coefficiente d’imposta cantonale: al 97% dal 2020 e al 96% dal 2024. Uno sconto fiscale che sarà relativo in funzione della forte impostazione sociale delle aliquote fiscali ticinesi, ossia chi ha un basso salario paga poco e una percentuale bassa mentre con l’aumento del salario la percentuale da pagare al fisco cresce rapidamente. Fatto che non impedisce di garantire ulteriori investimenti nella scuola pubblica (17 milioni) e nella socialità (15 milioni), perché è con i compromessi che si fa avanzare il Paese, non con l’ostruzionismo a prescindere. Lasciare reddito e sostanza a chi produce e possiede non significa null’altro che rafforzare le fondamenta di una società che poggia su valori universali come la libertà e la proprietà”.

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