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28.08.2021 - 09:330

PSE, cosa intendono fare i comuni della zona?

Ieri il Cantone ha deciso di aumentare fino a 18 milioni il contributo in caso di sì al Polo Sportivo da parte della popolazione, sottolineando l'importanza però del contributo da parte dei vicini

LUGANO - Il contributo più che raddoppiato da parte del Consiglio di Stato, una boccata d'ossigeno per Lugano, poi la dichiarazione dell'MPS di essere pronto a un nuovo referendum: ieri il PSE si è preso le prime pagine dei media. Il Cantone ha subito detto che serviranno i contributi da parte dei comuni della Regione, cosa ne pensano gli stessi?

Da un giro di pareri del CdT, la maggior parte parrebbe cauta.

Cadempino per esempio sta facendo i conti con l'addio di un contribuente importantissimo come Kering e il sindaco Tom Cantamessa fa notare come già ci sia un contributo per le piscine di Savosa e Tesserete. "Un’opera come il PSE, senz’altro di valenza regionale, richiede tuttavia una discussione comune: dobbiamo vedere le cifre e prendere posizione in modo congiunto", ha spiegato.

Discorso simile per Bioggio, che "dà già un contributo importante a Lugano ospitando sul suo territorio due strutture di non facile gestione come l’aeroporto e l’impianto di depurazione", come sottolinea il sindaco Eolo Alberti. 

Favorevole invece il sindaco di Monteceneri Pietro Solcà, che mette l'accento sul bisogno di una struttura del genere per la regione. 

Andrea Pellegrinelli, sindaco di Capriasca, non dice né sì né no al contributo ma sostiene come serva una messa in rete delle strutture, discorso che ha già affrontato con Lugano.

"I Comuni piccoli, nel limite delle loro possibilita, un aiuto potranno darlo", è il parere infine del sindaco di Origlio Alessandro Cedraschi (che ha un occhio attento allo sport essendo presidente del Lugano Basket). 

 

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