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01.09.2021 - 23:500
Aggiornamento : 08.09.2021 - 14:40

I dicasteri, il vicesindacato, il PSE e i molinari: Michele Foletti dice tutto

Il vicesindaco di Lugano a TeleTicino a ruota libera: "Vorrei tenere le finanze. Galeazzi? Ha cominciato malino... Chiesa candidato alle prossime elezioni? Bisogna capire se conviene una "guerra" interna"

LUGANO - Non un’intervista ma una conversazione informale, completamente informale, legata ai temi d’attualità. Questo è “Detto tra noi” il nuovo programma di TeleTicino in onda (quasi) tutti i mercoledì alle ore 19.30. Il primo ospite della trasmissione è stato Michele Foletti (clicca qui per vedere la puntata).

E il vicesindaco di Lugano, oltre a regalare momenti d’intimità legati alla scomparsa di Marco Borradori, ha affrontato tutti i temi politici principali sulla bocca dei luganesi. A cominciare dai dicasteri.

Al netto delle decisione che dovrà prendere l’Esecutivo, Foletti ha fatto chiaramente intendere che si va verso una soluzione che prevede che il neo eletto Tiziano Galeazzi erediti il suo dicastero, ma senza le finanze, che resterebbero in capo al vicensidaco che a sua volta erediterà il “dipartimento” che era guidato da Borradori. 

"Vorrei tenere le finanze"

“Io penso - ha detto Foletti - che questa soluzione rappresenterebbe un ottimo segnale per quanto concerne la continuità. Usciamo da due anni di pandemia e sappiamo i problemi finanziari che ha il Cantone e che ha anche la Città. Bisogna mantenere la barra al centro e gestire le finanze con equilibrio. Penso di averlo fatto negli ultimi anni. Evidentemente siamo in sette a decidere, ma penso che questa sia una soluzione probabile, anche perché è una legislatura corta, dove serve stabilità”.

"Sul vicesindacato possibile apertura al PLR"

Più intricata la matassa sul futuro vicesindaco, che sarà nominato quando Foletti - salvo sorprese del tutto improbabili - erediterà lo scranno di Marco Borradori il 4 ottobre. Allo stato attuale si sa che Lorenzo Quadri è propenso a rivendicare la carica. In seconda fila c’è Roberta Badaracco. Più sullo sfondo resta l’ipotesi Filippo Lombardi.

“Premesso che Lorenzo è stato il secondo più votato, quindi è pienamente legittimato a rivendicare il vicesindacato, l’ultima cosa che abbiamo bisogno a Lugano è una politica litigiosa. Da qui bisogna partire nel ragionamento che dovrà fare il Municipio. Quindi, in questo senso, potrebbe essere una soluzione aprire ad un’ipotesi che non preveda un sindaco e un vicesindaco leghisti. Anche se non vorrei che un eventuale apertura in tal senso, fosse vista come una mancanza di coraggio da parte della Lega nel volersi assumere le responsabilità. Quindi qualora si dovesse arrivare a una soluzione di apertura verso un altro partito, questa scelta sarà fatta solo ed esclusivamente per favorire un clima politico positivo”

Ma Lombardi o Badaracco o magari Valenza Rossi? “Credo che vada tenuto conto della forza politica dei partiti”, ha risposto Foletti. “Di conseguenza vedo più facile un’apertura al PLR che al PPD. Roberto Badaracco ha più esperienza e più voti di Karin Valenzano. Ma questa è una decisione che si dovrà prendere in sette”.

La bacchettata a Galeazzi

Queste invece le parole - con bacchettata - del vicesindaco sulla new entry Tiziano Galeazzi: “Io spero che Tiziano capisca cosa vuol dire lavorare nell’Esecutivo della Città di Lugano. E spero che capisca che per fare bene il municipale bisogna essere collegiali e non avere smanie di protagonismo mediatico. Da questo punto di vista, a mio avviso, ha cominciato malino con la chiamata dei media a Palazzo Civico nel momento in cui ha consegnato la lettera di accettazione della carica. Gli consiglio un po’ più di piedi per terra…”

Ma il vero tema politico legata all’entra di Galeazzi in Municipio, riguarda i futuri rapporti tra Lega e UDC: “Nella Lega è da anni che questa alleanza viene vista positivamente da alcuni, mentre da altri è vissuta come un mal di pancia permanente. Ora vedremo se l’entrata di Galeazzi porterà scompensi o vantaggi a questa alleanza. Vedo sempre appetiti da parte dell’UDC…” 

La possibile candidatura di Chiesa

Sibillina, in tal senso, è la risposta di Foletti su una possibile candidatura di Marco Chiesa alle prossime elezioni comunali: “Ognuno è libero di fare le sue valutazioni. Non so se avrebbe senso avere sulla stessa lista un candidato sindaco uscente, che potrei essere io, con un altro candidato sindaco, che potrebbe essere Marco. Bisogna capire se una “guerra” interna può portare benefici o meno…”

La questione molinari 


Più articolato il ragionamento di Foletti sulla questione molinari, ancora apertissima, al di là dell’inchiesta penale:  “Bisogna capire se c’è qualcuno che vuole condividere delle regole per gestire degli spazi in maniera autonoma a Lugano. Questa è l’unica soluzione che vedo. Io credo che tra coloro che hanno protestato, ci sia chi lo vuole e chi non vuole. Personalmente sono favorevole a una forma di autogestione, ma non come all’ex Macello. Se si trovano le persone con le quali discutere, l’apertura c’è”.

“Io - ha ricordato Foletti - ho partecipato alla Carovana della Libertà. Abbiamo preso le botte sul Ponte Diga. Ho partecipato all’occupazione dei binari della ferrovia a Giornico per la Monteforno. Questi atti di disobbedienza civile li ho fatti anch’io. Quindi c’è una comprensione anche da questo punto di vista. Capisco che c’è una parte di popolazione, soprattutto giovane, che ha bisogno di esprimere una cultura non istituzionale, che può voler dire anche tramettere dei messaggi di lotta politica. Quello che però non accetto è l’antagonismo a prescindere verso le istituzioni”.

"Sul PSE farò il frontman"  


Infine due battute sul PSE, che affronterà il voto popolare a novembre.  “Un progetto nato male e che finirà peggio”, questa una celebre battuta di Foletti di qualche tempo fa sul nuovo Polo sportivo di Cornaredo. Ora che farà? Come futuro sindaco sarà il frontman della campagna per il sì al PSE? “Che il progetto sia nato male, lo confermo. Ma nel frattempo la Città è riuscita a negoziare un ottimo contratto con gli investitori, con delle garanzie e delle vie d’uscite, e che soprattutto ci dà la possibilità di finanziare l’opera senza rinunciare agli investimenti. Quindi certo che farò il frontman. Per me è un punto d’onore”.

 

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