POLITICA E POTERE
Quadri, il mobbing e quella frase sull'ex Macello subito smentita
Rispondendo alle accuse del socialista Venuti si era lasciato scappare che "il Municipio ha deciso la demolizione", per poi fare marcia indietro: "Non intendevo quello, tanto che questa versione è sempre stata contestata dall'Esecutivo"

LUGANO - "La demolizione dell’ex Macello è stata decisa dal Municipio di Lugano, ossia il suo datore di lavoro e lui l’ha dipinta come barbarie". È una frase di Lorenzo Quadri, qui del tutto decontestualizzata essendo stata detta parlando del socialista luganese Venuti, che ha fatto drizzare le orecchie a molti.

Il Municipio di Lugano ha dunque deciso di abbattere il Macello? Quadri nelle ore successive ha chiarito il suo pensiero. "Non intendevo dire che il Municipio di Lugano ha deciso la demolizione di un edificio dell’ex Macello. Tanto che questa versione l’esecutivo l’ha sempre contestata", ha spiegato, sempre dalle colonne de La Regione da cui era tratta la prima dichiarazione.

Adriano Venuti, vicepresidente cantonale del Ps e dipendente della Città di Lugano, ha accusato Quadri e il Mattino della domenica di mobbing. "Come è possibile che un municipale della Città di Lugano si permetta di fare mobbing nei confronti di un impiegato comunale? Come è possibile che l’intero Municipio, che il responsabile delle risorse umane e che il mio direttore (il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco) permettano che ciò accada?", ha chiesto al Municipio.

Quadri ha subito risposto piccato, dicendo che il Mattino non è il datore di lavoro di Venuti e ricordando che lui aveva definito "barbarie" l'operato del Municipio sul Molino. Qui gli è uscita la frase incriminata sulla scelta della demolizione.

E ha sottolineato come nemmeno se il Municipio gli chiedesse di non parlare più di Venuti ha intenzione di farlo. "Direi: ‘caro Municipio la linea del Mattino non la decidi tu’".

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