POLITICA E POTERE
"Il Molino vive, Borradori no", l'insulto becero e la reazione della Lega: "Il Municipio prenda posizione"
La nota stampa: "Ci vuole fermezza nei confronti di questi adepti del fancazzismo che nascondono la loro arroganza dietro una presunta ideologia anarchica"
TIPRESS

LUGANO – Una vergognosa scritta è apparsa ieri fuori dagli spazi dell'ex Macello. "Il molino vive, Borradori no". È l'insulto becero e inqualificabile scritto sui blocchi di cemento nell'area che si affaccia sul parco del Lambertenghi. Un gesto che ha, ovviamente, mandato su tutte le furie la Lega dei Ticinesi, partito dell'ex sindaco di Lugano. 

"Borradori – si legge in un comunicato – aveva un rapporto di grande amore con Lugano, era la sua città e le ha dedicato tutto se stesso ricevendo in cambio la stima dei cittadini. La scritta apparsa sui muri dell’Ex macello “il molino vive Borradori no” non fa che confermare la pochezza di queste persone e quanto non sia opportuno considerarli come interlocutori in un discorso sul futuro dell’autogestione".

E ancora: "Chi crede che un centro giovanile debba essere un’isola di impunità da conquistare con minacce e comportamenti arroganti non merita comprensione. Ci attendiamo da parte del Municipio una posizione di grande fermezza nei confronti di questi adepti del fancazzismo che nascondono la loro arroganza dietro una presunta ideologia anarchica".

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