POLITICA E POTERE
In fuga dall'Ucraina. La Svizzera si aspetta 2'400 profughi
La Sezione del militare e della protezione della popolazione e l’Ufficio dei richiedenti l’asilo e dei rifugiati (Dipartimento sanità e socialità), per il tramite della Sezione degli enti locali, hanno scritto ai comuni. Merlo: "Chi li può ospitare?"

BELLINZONA - Cosa ha intenzione di fare il Ticino per i rifugiati ucraini? Una domanda che si sta ponendo insistentemente in questi giorni, con moltissime persone che si stanno mettendo a disposizione per accogliere gente in fuga dalla guerra.

Il Consiglio Federale vuole offrire loro lo statuto S. Esso "è previsto dalla legge sull’asilo: è possibile accordare provvisoriamente protezione a persone esposte a un pericolo generale grave, in particolare durante una guerra. Si tratta di uno strumento nato negli anni Novanta dalle esperienze maturate alla luce delle guerre nell’ex-Jugoslavia allo scopo di sgravare il sistema d’asilo. Grazie allo statuto di protezione, i profughi ucraini riceverebbero il permesso S, con un diritto di soggiorno di un anno, prorogabile, e la possibilità di chiedere il ricongiungimento familiare. Questo statuto sgrava il sistema d’asilo, in quanto garantisce l’operatività consueta e consente di continuare a destinare risorse sufficienti alle procedure ordinarie di richiedenti provenienti da altri Paesi. Inoltre, equivale per molti versi allo statuto adottato dalla maggioranza degli Stati membri dell’UE".

Nel nostro Cantone, potrebbero arrivare il 5% delle 2'400 persone attese in Svizzera. Dovrebbero giungere nelle prossime due, massimo tre settimane. Ma si parlerebbe anche di sette giorni... Arriveranno su treni e su bus, assegnati al nostro Cantone dalla Confederazione. Stando a La Regione, la Sezione del militare e della protezione della popolazione e l’Ufficio dei richiedenti l’asilo e dei rifugiati (Dipartimento sanità e socialità), per il tramite della Sezione degli enti locali, hanno scritto ai comuni. 

"La Protezione civile sta effettuando le prime analisi per garantire l’accoglienza e l’assistenza dei profughi identificando possibili strutture protette per gestire temporaneamente le persone bisognose di protezione in attesa di un’attribuzione definitiva", si legge.

Tamara Merlo di Più donne si china su aspetti pratici, in una interpellanza al Governo. "Tante persone si stanno mobilitando per dare una mano a profughi della guerra in Ucraina.
Ci sono varie iniziative, anche tramite piattaforme online, per annunciarsi e mettere a disposizione un alloggio", scrive. "Molte cittadine e cittadini sollecitano gli uffici comunali per avere informazioni al riguardo. Sarebbe molto utile poter fornire indicazioni sia ai Comuni sia alla popolazione che vuole generosamente partecipare, aiutando nella crisi umanitaria".

E chiede "a quali condizioni i privati cittadini possono offrire alloggio e accoglienza".

Vuole inoltre sapere se "si sta pensando anche ai bambini, che sono i più bisognosi. Che cosa si intende fare per la loro scolarità?".

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