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15.06.2022 - 16:460
Aggiornamento: 16.06.2022 - 14:57

Imposta di circolazione, l'appello del TCS alla politica: "Trovate un accordo, almeno sull'importo"

Il presidente Fabio Stampanoni: "Si trovi un compromesso equilibrato, tralasciando speculazioni di opportunità strategica politica"

di Fabio Stampanoni *

L’imposta di circolazione è indubbiamente un tema caro a molti ticinesi, che seguono con apprensione le schermaglie, che da tempo infervorano il palcoscenico politico cantonale.

Merito, va detto, agli iniziativisti che con l’iniziativa da loro proposta denominata «Per un’imposta di circolazione più giusta!» aprirono un importante dibattito, dimostrando, di aver comunque innegabilmente toccato un tema d’interesse per tutte le conducenti ed i conducenti ticinesi. È anche per questo che il TCS, il più grande club di mobilità svizzero, vide di buon occhio questa iniziativa, tanto da appoggiarne i principi e sostenerne la raccolta firme.

Il Governo, dal canto suo, ha dato dei segnali concreti di essere disposto a riconoscere, almeno in parte, le pretese economiche degli iniziativisti, accettando di ridurre il gettito complessivo dell’imposta a CHF 95 mio (ben al di sotto degli attuali CHF 105 milioni, ma ancora ad un livello superiore della barriera prevista dagli iniziativisti fissata a CHF 80 mio).

Il punto d’incontro sembra vicino, eppure, ed è questa la preoccupazione del TCS, è in realtà ancora tanto lontano dall’essere effettivamente raggiunto.

Divergenze e rimpalli che si trascinano ormai da molto, forsanche troppo tempo, senza portare ad una vera soluzione concreta e degna di tale nome.

Le discussioni che tuttora si susseguono hanno avuto per conseguenza la definizione di tre soluzioni alternative e sostanzialmente diverse tra loro sulle quali il Gran Consiglio sarà chiamato a confrontarsi il prossimo 20 giugno.

Sono nate ulteriori varianti che peraltro non hanno il tempo di essere valutate fino in fondo, e vengono proposte formule di calcolo aggiornate che non incontrano i favori nemmeno degli operatori: a tal proposito si ricordano le osservazioni di UPSA, secondo cui la nuova formula dovrebbe tralasciare il valore CO2, e basarsi piuttosto su peso e potenza.

Il TCS auspica che il Gran Consiglio possa trovare una soluzione che sia espressione di un giusto compromesso tra le esigenze di gettito che il Governo ha ed un equa, corretta e sostenibile imposizione delle conducenti e dei conducenti ticinesi. In altri termini, una soluzione che sia espressione del buon senso che i nostri politici, se vogliono, sanno utilizzare. È uno sforzo che merita di essere fatto fino in fondo, mettendo al primo posto gli interessi delle conducenti e dei conducenti ticinesi e quindi della grande maggioranza delle cittadine e dei cittadini ticinesi.

È uno sforzo richiesto alla nostra classe politica che ha l’opportunità di trovare finalmente una soluzione coesa, un compromesso equilibrato, tralasciando speculazioni di opportunità strategica politica.

E se si dovesse giungere alla conclusione che sia troppo complesso definire una soluzione completa, ci si sforzi almeno per raggiungere un accordo sull’importo di gettito complessivo, demandando ad interlocutori quali UPSA e lo stesso TCS, che ben volentieri conferma la propria disponibilità a contribuire attivamente per la definizione di questa complessa e tanto importante tematica, la ben meno interessante e più prettamente tecnica domanda legata alla definizione di una formula che deve sì considerare la situazione attuale, ma senza dimenticare l’evoluzione tecnologica e legislativa in costante e rapido cambiamento (basti pensare anche ai recentissimi nuovi obiettivi fissati a livello europeo per quanto riguarda il futuro dei motori diesel e benzina).

* presidente TCS Sezione Ticino

 

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