POLITICA E POTERE
Cassis dopo un anno di guerra: "Giuste le sanzioni contro la Russia"
La Confederazione continua a offrire i suoi buoni uffici per trovare una soluzione di pace, ma “costruire la pace è un affare complicato che necessita molta diplomazia”
TiPress/Pablo Gianinazzi

BERNA – A un anno dall’attacco russo in Ucraina il ministro degli esteri Ignazio Cassis torna a parlare della guerra. Lo fa in un’intervista pubblicata oggi da Le Temps nella quale affronta anche il controverso tema delle sanzioni contro la Russia: “Sono convinto che si sia trattato della decisione giusta”, afferma, sottolineando la pesante violazione del diritto internazionale da parte di Mosca.

Secondo il consigliere federale in questi dodici mesi il mondo è diventato multipolare con un ritorno inquietante alla politica del più forte: “Si osservano potenze regionali nostalgiche del loro glorioso passato che mostrano i muscoli”.

L’invasione russa ha avuto come conseguenza anche la paralisi dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e del Consiglio d’Europa, ha aggiunto Cassis. Persino “il poliziotto mondiale della pace che è l’Onu è attualmente impotente di fronte a questa guerra”.

La Svizzera, che da inizio anno è membro del Consiglio di sicurezza, fa "tutto ciò che è possibile. Ma siccome la Russia ha diritto di veto, è quasi impossibile fare qualcosa". Proprio per questo, il ministro non é ottimista su una prossima fine del conflitto, “a meno di un miracolo”.

La Confederazione continua a offrire i suoi buoni uffici per trovare una soluzione di pace, ma “costruire la pace è un affare complicato che necessita molta diplomazia”.

Cassis ha parlato anche della ricostruzione dell’Ucraina, che costerà miliardi di dollari: “La Svizzera dovrà parteciparvi e probabilmente non con i fondi che utilizziamo oggi nella cooperazione internazionale. Si tratta di un progetto generazionale. Ci sarà probabilmente un piano Marshall internazionale al quale la Svizzera parteciperà”.

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