POLITICA E POTERE
Crisi Credit Suisse”, “Quale sorte per le filiali ticinesi?”  
Lo chiede al Governo l'MPS: "Quali saranno le conseguenze della "cannibalizzazione" di Credit Suisse per le sue strutture?"
TIPRESS

BELLINZONA – Nelle prossime ore Credit Suisse verrà smembrato e fagocitato da varie banche, a cominciare verosimilmente da UBS, con l’avallo delle autorità politiche e finanziarie. Il Gruppo MPS-POP-Indipendenti non nasconde una certa preoccupazione per le ripercussioni sui posti di lavoro e per le sorti delle filiali ticinesi; con un’interrogazione firmata dai deputati Matteo Pronzini, Simona Arigoni, Angelica Lepori, il Gruppo chiede al Consiglio di Stato un intervento deciso, affinché si eviti l’ennesima ondata di licenziamenti nel settore bancario.

“Ancora una volta - come in occasione della crisi finanziaria del 2008 e durante la pandemia da COVID - i fautori dell’economia capitalista non perdono occasione per chiedere aiuto allo Stato, appena le cose si mettono male, chiedendo aiuti miliardari. In queste situazioni, senza nessuna esitazione e con il beneplacito di tutti i partiti politici, si aprono i cordoni della borsa”, scrivono Pronzini, Arigoni e Lepori nell’atto parlamentare.

“E ancora una volta chi ci andrà di mezzo saranno i salariati di Credit Suisse, i piccoli risparmiatori e pure i cittadini le cui necessità sociali saranno messe in secondo piano”. La “cannibalizzazione” di Credit Suisse, fanno notare ancora i tre deputati, “porterà ad un’ennesima ondata di licenziamenti - si parla di oltre 10.000 posti a rischio -  e alla chiusura di molte filiali”.

Nel mesi passati, di fronte ad un crisi sempre più evidente del secondo istituto bancario elvetico, l’MPS aveva già interrogato il Governo su come intendesse intervenire per salvaguardare i posti di lavoro ed opporsi alla chiusura di alcune filiali di Credit Suisse; la risposta era stata chiara: “Niente”.

“È il momento che il Consiglio di Stato intervenga in modo decisivo al fine di evitare l’ennesima ondata di licenziamenti nel settore bancario e la chiusura di filiali e strutture bancarie che, ancora una volta, andrebbero a colpire in modo importante regioni periferiche come il Ticino”.

Per questo, i tre deputati socialisti chiedono al Consiglio di Stato:

- Quali saranno le conseguenze della “cannibalizzazione” di Credit Suisse per le sue strutture presenti in Ticino?

- Quali misure intende mettere in atto per evitare la perdita di posti di lavoro?

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