POLITICA E POTERE
Lo stalking deve diventare reato penale
Il Governo ticinese approva la proposta della Commissione affari giuridici del Nazionale. La pena, oltre a una sanzione pecuniaria, può comportare la detenzione fino a tre anni
TiPress/Enea Ferrari

BELLINZONA - Lo stalking deve diventare punibile: il Consiglio di Stato ha deciso di condividere la proposta della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale nell'ambito di una consultazione presso i governi cantonali avviata a maggio per codificare “al più presto” il reato di stalking, inserendolo nel Codice penale.

Dal primo gennaio 2022, è possibile ricorrere alla sorveglianza passiva tramite bracciale o cavigliera elettronici come mezzo di contrasto allo stalking e alla violenza tra le mura domestiche. Ma non basta. "Questi comportamenti, qualificati come ‘atti persecutori’, devono essere contemplati da una fattispecie distinta del Codice penale e del Codice penale militare e puniti con una pena detentiva fino a tre anni o con una pena pecuniaria”. Bellinzona è d'accordo: “Con l’introduzione di una chiara e specifica norma penale in relazione al fenomeno dello stalking, il Legislatore respinge una forma di condotta socialmente nociva e riprovevole che sino ad ora è stata difficile da comprendere in termini di diritto penale", con un forte valore simbolico per le vittime. 

Non basta “modificare” i reati già codificati di minaccia e coazione; secondo la Commissione degli affari giuridici, ciò “creerebbe diversi problemi di delimitazione all’interno delle fattispecie”. Perciò, anche sulla base di considerazioni politico-giuridiche, la commissione ritiene “opportuno prevedere la punibilità dello stalking in una disposizione penale specifica”.

Per il governo ticinese,“l’inserimento dello specifico reato di stalking nel Codice penale svizzero e nel Codice penale militare costituisce un’ulteriore misura efficace per migliorare la protezione di coloro che ne sono vittime, adempiendo così a quanto disposto dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica in modo più esplicito e completo”, si legge ancora nella risposta inviata a Berna, con qualche suggerimento per piccole modifiche.

In particolare, inserire una norma ad hoc "consentirà di migliorare il perseguimento penale (eliminando il rischio di dover comprovare i singoli elementi del reato in diverse fattispecie) e tutelerà maggiormente le vittime, permettendo ai servizi per l’aiuto alle stesse la presa a carico e dunque il relativo accompagnamento”.

Quello della violenza domestica è un tema prioritario per il Consiglio di Stato. Per contrastare il fenomeno, anche in ottica preventiva, nel 2021 è stato varato il Piano d’azione cantonale, aggiornato l’anno seguente, oltre ad altre misure quali il “Piano di azione cantonale per le pari opportunità” e “il Programma cantonale di promozione dei diritti, di prevenzione della violenza e di protezione di bambini e giovani”.

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