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29.09.2023 - 12:310
Aggiornamento: 01.10.2023 - 10:53

Il caso della fiduciaria di Chiesa e Marchesi: "Nessuna sanzione"

La ricostruzione della vicenda sollevata dal Tages Anzeiger. I due democentristi: "Un attacco politico contro di noi"

di Andrea Leoni e Marco Bazzi

LUGANO - È una vicenda intricata dal profilo giuridico, giocata sulle interpretazioni della Legge cantonale sull’esercizio della professione di fiduciaria. Il nostro Cantone è l’unico in Svizzera ad avere una regolamentazione specifica in questo ambito, voluta dal Gran Consiglio per tutelare la piazza finanziaria da abusi. Parliamo del caso sollevato dal Tages Anzeiger sulla società Ticiconsult che fa capo a Marco Chiesa e Piero Marchesi. Un caso che fa rumore visto il ruolo di primo piano dei due esponenti politici dell’UDC e la campagna elettorale in corso.

La contestazione che viene mossa a Chiesa e Marchesi, è quella di aver violato la legge citata per aver lasciato vacante per un anno e due mesi, all’interno della società, la figura di un fiduciario iscritto all’albo, dunque munito di patentino. Questo dopo che una collaboratrice si era dimessa dalla Ticiconsult.

Maderni: "Abbiamo segnalato il caso all'autorità di vigilanza"

Il caso è stato segnalato all’autorità di vigilanza dalla associazione mantello dei fiduciari, come ci conferma la presidente Cristina Maderni.

“La nostra associazione - spiega ai microfoni di Liberatv - fa dei controlli a spot sugli associati, per verificare la loro conformità alla legge. Oltre a questo riceviamo delle segnalazioni. Il nostro ruolo, quando c’è un sospetto, è semplicemente quello di portarlo all’attenzione della Vigilanza (presieduta dall’avvocato Marco Bertoli, ndr.). Non spetta a noi giudicare e men che meno sanzionare. Nel caso della Ticiconsult, a nostro avvisto, c’è stata una sospetta violazione e, di conseguenza, abbiamo segnalato”.

La legge e il ruolo dell'avvocato

Il nodo su cui si gioca la vicenda e le sue interpretazioni, concerne il ruolo dell’avvocato, nel caso specifico Pierluigi Pasi, che oltre ad essere anch’egli un esponente UDC, è socio e gerente della società.

“Da sempre - sottolinea Maderni - gli avvocati che operano nel loro studio possono svolgere l’attività di fiduciario, in deroga alla legge cantonale. Il problema si pone se questa attività viene esercitata in un’altra struttura, al di fuori del proprio studio. In questo caso è necessaria una deroga specifica”. 

Una tesi, quella di Maderni, confermata al settimanale AREA anche da Giuseppe Colombi, capoufficio dell’Autorità di vigilanza cantonale. Colombi non si esprime sul caso specifico, ma afferma, richiamandosi ai principi della legge, che “è essenziale che in seno ad una struttura giuridica almeno una persona con diritto di firma e responsabilità direttive disponga dell’autorizzazione”. Il famoso patentino. Colombi aggiunge che l’attività fiduciaria esercitata dall’avvocato, debba essere svolta “direttamente per il tramite dello studio legale in cui egli è attivo”. Ciò che sostiene Maderni e ciò che non è avvenuto nella Ticiconsult.

"Nessuna sanzione dalla Vigilanza"

Ma la società di Chiesa e Marchesi contesta su tutta la linea questa interpretazione della legge. Tanto è vero, fa sapere, che da parte dell’autorità di vigilanza non c’è stata alcuna sanzione. Secondo il legale della Ticiconsult, Adriano Sala, la presenza di Pasi in qualità di azionista e gerente, era sufficiente a garantire il rispetto delle norme cantonali. Si tratta di un legale che soggiace alla vigilanza della legge cantonale sull’avvocatura e, in quanto tale, beneficia dell’eccezione prevista dalla legge sui fiduciari, per “l’attività che egli svolge in relazione diretta con la propria professione”. Ne consegue, conclude l’avvocato Sala, che “i rilievi sollevati sono destituiti di ogni fondamento anche giuridico”.

In ogni caso, un mese fa, nella Ticiconsult è entrata una persona munita di patentino fiduciario. Di conseguenza anche le diverse interpretazioni, sono state azzerate. In ambienti fiduciari sentiti da Liberatv, si parla di un’infrazione bagattella. Tuttavia, quello che stupisce alcuni esperti, sono i quattordici mesi trascorsi prima che nella società tornasse una figura professionale di fiduciario. Troppo tempo, si mormora, per un problema che si sarebbe potuto agilmente risolvere in un paio di mesi.

Chiesa e Marchesi: "Un attacco politico"

Ma, come detto, Ticiconsult non ritiene di aver sbagliato e non considera questo ingresso come una sanatoria di una situazione irregolare. Anche perché, come si diceva, secondo la versione della società non vi sono stati imprimatur in tal senso da parte della Vigilanza.

In tutto questo, per finire, restato le accuse da parte di Chiesa e Marchesi al Tages Anzeiger: “Le modalità utilizzare per descrivere la questione al pubblico, tradiscono l’intenzione di attaccarci e manifestano la volontà di denigrarci in un momento cruciale delle elezioni federali”. 

  

 

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