POLITICA E POTERE
Polizia unica, Valenzano Rossi vs Galusero: "Siamo a Natale, non a Carnevale!"
La municipale di Lugano replica all'ex deputato del suo partito dopo l'intervista di ieri su liberatv

La municipale di Lugano replica all'ex deputato del suo partito dopo la video intervista di ieri su liberatv (clicca qui).

Di Karin Valenzano Rossi *

Più che un’ossessione sembra uno scherzo, vista la situazione di stallo del Cantone e la situazione delle finanze cantonali con le sue soluzioni raffazzonate e le discussioni ideologiche che non trovano convergenze politiche credibili. Proprio alla luce di quanto accade a livello cantonale in questo periodo, emblematico del (dis)funzionamento per la presa di decisioni cruciali, vogliamo davvero mandare il tema della sicurezza complessiva del Cantone nel tritacarne delle politiche cantonali? Battute a parte, il tema è molto serio e tocca i Comuni e la nostra democrazia dritto al cuore: l’autonomia comunale, il ruolo del comune nel determinare liberamente e autonomamente la propria politica di sicurezza e la presa a carico dei cittadini e dei temi di prossimità, che sono il perno delle attività nei Comuni.

È ora di smetterla con questo trend di accentramento di compiti verso il Cantone, trasformando i Comuni in agenti pagatori, senza alcuna possibilità di imprimere una direzione, di incidere sui costi e ancor meno sulla qualità dei servizi. Si gonfierebbe ulteriormente l’apparato cantonale, con un ulteriore aumento dei costi (altro che risparmio!), e già oggi vediamo quanto delicata sia la situazione dell’amministrazione cantonale e la gestione efficiente delle risorse, aspetti pensionistici compresi.

Siamo seri per favore! Si discute da anni di revisione dei compiti dello stato per una maggiore efficienza ma l’esercizio ancora non è stato fatto. La burocrazia dilaga, stritolando amministrazione e cittadini, e seriamente qualcuno pensa di incrementare ulteriormente i compiti a livello cantonale, affidando solo al Cantone il tema cruciale della sicurezza? Siamo a Natale, non a Carnevale! Galusero sostiene che ci sarebbe un risparmio invocando esempi di altre regioni, che non sono minimamente comparabili con il Ticino, né per situazione politica né per specificità geografica, culturale e di sicurezza, ma sappiamo bene che progetti di accentramento del genere in Ticino farebbero solo lievitare i costi, a danno di cittadini e Comuni, in barba all’efficienza.

Il sondaggio sulla sicurezza fatto a Lugano nel 2018 ha dimostrato quanto fondamentale sia per i cittadini l’attività di prossimità del corpo comunale e in Città ne abbiamo la prova: con l’attuale sistema Lugano resta ormai da molti anni la Città più sicura in Svizzera e la sicurezza è uno dei fattori principali di una buona qualità di vita e delle scelte della popolazione di dove risiedere. La collaborazione con i Comuni della regione e le loro polizie comunali funziona, anche se certamente può esserci margine di miglioramento, e garantisce l’assolvimento delle attività di prossimità e di sicurezza secondo le declinazioni più puntuali auspicate dai comuni, garantendo così una vera autonomia. L’attività delle polizie comunali è poi naturalmente coordinata con le attività della polizia cantonale e anche in questo caso la collaborazione funziona, sia nell’operatività sia nell’integrazione di progetti con doppio livello comunale e cantonale. Penso al recente progetto sul disagio famigliare, VIDO+, promosso dalla nostra polizia e sviluppato in collaborazione con il Cantone e agli ulteriori progetti in elaborazione.

Le problematiche nei vari Comuni sono molto diverse e vanno differenziati approcci e modalità di intervento. In un corpo unico a livello Cantonale, per ragioni di numeri, costi ed efficienza, non ci si potrebbe concentrare sui temi specifici e sulle sensibilità locali, che andrebbero necessariamente perse. Sarebbe gravissimo in un periodo dove le criticità aumentano, con l’ondata migratoria in corso, il pendolarismo della criminalità della vicina metropoli lombarda, la complessità e velocità crescente dei fenomeni criminali e le crescenti difficoltà sociali, che minacciano in modo significativo il benessere a cui siamo abituati. Una proposta simile è davvero giocare con il fuoco e ci riporterebbe alla sicurezza del medioevo.

L’attuale impostazione è certamente migliorabile e infatti il Gruppo di Lavoro polizia ticinese si è occupato del tema, per un ulteriore incremento dell’efficienza, giungendo alla conclusione del mantenimento dell’attuale sistema – ritenuto alla luce dell’analisi il migliore - con un miglioramento della suddivisione dei compiti e della governance organizzativa. I risultati di dettaglio verranno verosimilmente pubblicati dal Cantone nel corso del 2024. È questa la strada giusta: sinergie e competenze nel rispetto del principio costituzionale dell’autonomia comunale!

* capodicastero Sicurezza Lugano

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