POLITICA E POTERE
Ecco il "Decreto Morisoli bis". L'UDC: "Una via di fuga per risanare le finanze"
Presentata l'iniziativa per "frenare la crescita della spesa fino a fine 2027 anziché ricorrere a tagli di corto respiro"
TIPRESS

BELLINZONA – "C’era da aspettarselo: Governo e Commissione finanze sono in alto mare per il Pareggio dei conti entro il 2025". Inizia così il comunicato stampa dell'UDC per annunciare il "Decreto Morisoli bis" per frenare la crescita della spesa fino a fine 2027 anziché ricorrere a tagli di corto respiro. L'UDC - si legge - "propone una via alternativa all'attendismo dei Partiti e ai tagli lineari".

"Per il Preventivo 2024 il Consiglio di Stato, all’ultimo minuto, presentò una serie di tagli lineari in gran parte inattuabili per imprecisione, tempismo e sensibilità del momento. Il Gran Consiglio peggiorò la situazione, annullando molte di quelle misure e aggiungendo ulteriori spese. Così si allontanò notevolmente la probabilità di rispettare il Decreto di pareggio 2025 voluto dal Popolo, compromettendo parecchio il clima per ulteriori negoziazioni. Il Paese ha reagito male sia alle misure di risparmio sia al metodo adottato dal Governo. Pare che il percorso per il Preventivo 2025 non sia diverso, quindi l’UDC offre un piano B al Governo e al Parlamento in caso di fallimento – come si prevede – nel raggiungimento del Pareggio dei conti con il Preventivo 2025", continua la nota.

Il nuovo Decreto "non sposta semplicemente il termine dal 2025 al 2027, ma propone una procedura per raggiungere il pareggio dei conti. In particolare, mantiene tutti i vincoli del decreto in essere, quindi nessun aumento di imposte, né riversamento di oneri sui Comuni, né tagli degli aiuti diretti alle persone bisognose; e introduce il novum del vincolo della crescita percentuale massima e annuale 2025-2027 per le spese del personale, dei beni e servizi e dei sussidi. In questo modo si esce dalla logica degli attuali tagli lineari di cortissimo respiro e si procede con scelte selettive di crescita differenziata per le voci di spesa all’interno di un “plafond budgetaire”, quest’ultimo sempre superiore anno per anno e in crescita dal 2025 al 2027. La spesa generale cresce e le spese oggetto del Decreto bis pure, ma in quantità limitata e inferiore rispetto alla crescita esposta a Piano finanziario per gli anni a venire".

E ancora: "La proposta non raggiunge da sola lo scopo del pareggio dei Conti, ma lo fa unita ai classici esercizi di limatura annuale da parte del Governo e in parte anche con un maggior gettito di imposte “naturale” e proventi da terzi oggi sottostimati a Piano finanziario. Quanto proposto dall’UDC è uno strumento indispensabile per mantenere alta la pressione sulla spesa e per garantire un certo rigore di disciplina finanziaria. Non da ultimo la proposta intende essere complementare a tutto quello che Governo e Parlamento metteranno in campo per rispettare i parametri di legge previste per il freno all’indebitamento".

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