"Mi aspetto una reazione ferma del Consiglio federale. In particolare, Ignazio Cassis dovrebbe chiarire che la Svizzera non accetta pressioni e ingerenze dall’Italia e da nessun altro Paese"

di Piero Marchesi (da Facebook) *
Quanto accaduto a Crans-Montana è un episodio grave e, per certi aspetti, scandaloso per la Svizzera. Se vi sono state responsabilità — mi sembrano evidenti, ma dovranno essere accertate — che riguardino i gestori, i coniugi Moretti (di nazionalità francese), le autorità comunali o i servizi cantonali, i responsabili dovranno risponderne davanti alla giustizia.
Proprio per questo è inaccettabile la presa di posizione del governo italiano, che ha contestato la decisione della magistratura vallesana di concedere la libertà su cauzione a Jacques Moretti: una decisione che, per quanto mi risulta, è stata adottata nel rispetto del Codice di procedura penale e delle leggi vigenti, arrivando a dichiarare che si "chiederà conto alle autorità svizzere".
Questo è scandaloso ed è anche uno sgarbo istituzionale grave: un’ingerenza politica nella magistratura indipendente di uno Stato sovrano. Uno sgarbo che non deve cadere nel vuoto.
Colpisce poi l’incoerenza: dopo tragedie come il Ponte Morandi — dove, a distanza di anni, nessun colpevole ha ancora trascorso un solo giorno in prigione e il processo non è concluso — o la Funivia del Mottarone, o Rigopiano, dove i processi sono durati molti anni, nessun Paese ha interferito con la giustizia italiana.
Eppure oggi l’Italia lo fa con la Svizzera, mentre tra poche settimane voterà una riforma della giustizia voluta dal governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni per ridurre l’ingerenza politica sui giudici. Una contraddizione clamorosa, un esempio di incoerenza imbarazzante.
Mi aspetto una reazione ferma del Consiglio federale. In particolare, Ignazio Cassis dovrebbe chiarire che la Svizzera non accetta pressioni e ingerenze dall’Italia e da nessun altro Paese.
Una cosa è chiara: la Svizzera ha ben pochi amici. Non gli USA di Donald Trump, non l’Unione Europea. E, da oggi, nemmeno il governo italiano. Almeno ora è chiaro a tutti.
* presidente UDC Ticino