POLITICA E POTERE
“Crans-Montana, pressioni inaccettabili dall’Italia”: Marchesi interroga il Consiglio federale
Il consigliere nazionale UDC chiede chiarimenti su dichiarazioni di Roma, richiamo dell’ambasciatore e rispetto della separazione dei poteri
TiPress / Pablo Gianinazzi

BERNA – Il consigliere nazionale UDC Piero Marchesi ha depositato un’interpellanza al Consiglio federale sulle pressioni attribuite al Governo italiano dopo la tragedia di Crans-Montana. Nel testo cita le dichiarazioni pubbliche di esponenti dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni – in particolare del ministro degli Esteri Antonio Tajani – e il successivo richiamo per consultazioni dell’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, non ancora rientrato a Berna. Marchesi sottolinea inoltre una contraddizione: Roma invoca spesso in patria la separazione dei poteri, ma avrebbe esercitato pressioni politiche sulla Svizzera per interferire nell’impostazione dell’inchiesta vallesana. Da qui le domande al Governo: come valuta questi comportamenti, se siano compatibili con relazioni di fiducia e se vi siano state richieste – formali o informali – per un’inchiesta congiunta, e come intenda reagire sul piano diplomatico. Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell’interpellanza.

"La tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, che ha causato numerose vittime e feriti, richiede piena chiarezza sulle responsabilità. Su questo non vi sono dubbi. Ciò che suscita invece irritazione è il comportamento assunto dal Governo italiano nei confronti della Svizzera nelle settimane successive alla tragedia.

Esponenti dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, in particolare il ministro degli Esteri Antonio Tajani, hanno moltiplicato dichiarazioni pubbliche dai toni perentori nei confronti della Svizzera, arrivando a pretendere un’inchiesta congiunta - con l'invio di inquirenti italiani in Vallese - e a esercitare pressioni politiche sulla gestione dell’indagine nel Canton Vallese.

A queste prese di posizione si è aggiunto il richiamo dell’ambasciatore italiano per consultazioni, che – a quanto risulta – non è ancora rientrato a Berna. Un gesto di questo tipo difficilmente può essere interpretato come un segnale di fiducia tra Stati amici.
Colpisce inoltre la contraddizione politica: il Governo italiano rivendica regolarmente nel proprio Paese il principio della separazione dei poteri, ma non ha esitato a esercitare pressioni politiche sulla Svizzera affinché interferisse nell’impostazione dell'inchiesta giudiziaria.

In questo contesto ha suscitato sorpresa anche l’attitudine dell’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, percepita da più parti come insolitamente aggressiva nei confronti delle Istituzioni svizzere.

Alla luce di quanto precede chiedo al Consiglio federale:

- Come valuta le pressioni e le dichiarazioni del Governo italiano e intende chiarire alle autorità italiane che la Svizzera non accetta ingerenze politiche straniere nei propri affari interni?
- Ritiene che i toni adottati dalle autorità italiane siano compatibili con relazioni di fiducia e rispetto reciproco tra Svizzera e Italia?
- Come valuta il comportamento dell’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado e ritiene opportuno intervenire diplomaticamente per richiamarlo a un atteggiamento più rispettoso delle istituzioni svizzere?
- Il Governo italiano ha chiesto formalmente o informalmente al Consiglio federale di intervenire presso le autorità del Canton Vallese affinché accettassero un’inchiesta congiunta con l’Italia? Se sì, in quale forma è stata trasmessa tale richiesta e quale risposta è stata data?".

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