A Liscio e Macchiato le reazioni e i commenti alla clamorosa decisione del Governo italiano di trattenere a Roma l'ambasciatore Cornado

Il titolo odierno di Liscio e Macchiato https://www.youtube.com/watch?v=neYeZjWQy-I è: Giorgia Meloni dichiara guerra alla Svizzera su Crans-Montana. Partiamo infatti dalla decisione del governo italiano di non recedere dalle sue posizioni. L’ambasciatore in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, per ora non si muove da Roma, dove è stato richiamato nei giorni scorsi. È stato deciso, d’intesa tra Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, di subordinare il suo rientro in Svizzera all’avvio di una collaborazione effettiva tra le autorità giudiziarie dei due Stati e all’immediata costituzione di una squadra investigativa comune, affinché vengano accertate senza ulteriori ritardi le responsabilità della strage di Crans-Montana. Questo il comunicato diffuso ieri sera da Palazzo Chigi.
Intanto il Corriere del Ticino spiega che cosa sono le SIC, le squadre investigative comuni, e in quali circostanze sono previste dal diritto e dalla Convenzione europea di assistenza giudiziaria che la Svizzera ha firmato. Nel frattempo la Procura di Roma è pronta a inviare un gruppo di investigatori.
Ieri sera, l’ambasciatore Cornado è stato ospite di Porta a Porta con Bruno Vespa. Ha ribadito le sue accuse alla Svizzera e difeso la linea dura del governo italiano. Parliamo poi delle reazioni della politica svizzera: da Lorenzo Quadri ad Alex Farinelli, fino al socialista Carlo Sommaruga e all’UDC Piero Marchesi.
Sempre su Crans-Montana, Le Temps pubblica oggi un durissimo editoriale contro l’Italia: un attacco diretto alle autorità italiane, accusate di un comportamento “indecente” e di trasformare questa tragedia in un caso politico e diplomatico.
Infine, il condirettore di Libero Quotidiano Pietro Senaldi torna sul caso e si chiede quale pena rischi realmente Jacques Moretti, dato che la procura vallesana, per ora, lo ha indagato soltanto per omicidio colposo e incendio colposo, escludendo la possibilità del dolo. Una scelta che, secondo Senaldi, potrebbe portare a una pena “ridicola” rispetto alla gravità della tragedia.