"La messa in vigore di un testo approvato dalla popolazione è un atto tecnico obbligatorio, non una scelta libera del Consiglio di Stato"

Manuele Bertoli, cosa pensa del messaggio e della ricetta del Governo per implementare le iniziative sui premi di cassa malati?
"Posso comprendere un approccio a tappe, alla luce della situazione finanziaria del Cantone, ma non credo sia condivisibile il fatto che nel testo legale proposto con il messaggio non venga stabilita chiaramente una data di entrata in vigore delle modifiche di legge approvate dal popolo il 28 settembre scorso. Il Governo rischia anche che, prima o poi, arrivi un ricorso da parte di un cittadino che pretenda maggiori sussidi di cassa malati o maggiori deduzioni fiscali: la messa in vigore di un testo approvato dalla popolazione è un atto tecnico obbligatorio, non una scelta libera del Consiglio di Stato".
Qual è l’aspetto più positivo e quello più negativo del messaggio?
"Dell’aspetto più negativo ho già detto. Quello più positivo consiste invece nella ricerca di coperture finanziarie guardando a entrambi i versanti del bilancio: riduzione delle spese, ma anche nuove entrate. È l’unica strada possibile, quella della simmetria dei sacrifici, e dovrà continuare anche in futuro".
E il Partito socialista, a questo punto, cosa dovrebbe fare?
"Il PS, ma anche le altre forze politiche che pretendono di rispettare la democrazia popolare, devono assolutamente esigere l’entrata in vigore piena delle iniziative per il 2029, con un vincolo giuridico inequivocabile. A partire da questo punto fermo si potrà ancora discutere, nel 2027 e nel 2028, di eventuali alternative sulle quali cercare un largo consenso che tenga conto del contesto finanziario, verificando bene anche i reali costi delle iniziative, che secondo me sono stati calcolati in modo grossolano. Ma questa discussione non può essere fatta sotto ricatto".