POLITICA E POTERE
Caso Zali, il Governo: "Resta ministro, ma senza Dicastero". Il Territorio passa a De Rosa
Marina Carobbio: "Gli abbiamo chiesto di rendere subito effettive le dimissioni, ma ha rifiutato". Il DT passa a De Rosa. Zali resta in Governo, potrà partecipare alle sedute e accedere al suo ufficio
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BELLINZONA – Il Governo gli ha chiesto di anticipare le dimissioni. Claudio Zali ha risposto di no. Resterà quindi consigliere di Stato fino alla data già annunciata, ma senza più dirigere il Dipartimento del territorio, la cui conduzione passa immediatamente a Raffaele De Rosa.

È questa la soluzione illustrata dalla presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio al termine della seduta straordinaria dell’Esecutivo. “Il Governo ha chiesto a Zali di rendere effettive da subito le dimissioni annunciate, ma ha preso atto della sua risposta negativa”, ha dichiarato Carobbio.

“Le competenze per la conduzione del Dipartimento del territorio vengono attribuite a Raffaele De Rosa”, ha spiegato la presidente. Sarà quindi il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità a guidare temporaneamente il DT, garantendone la continuità fino all’ingresso in Governo di Piero Marchesi.

“Parteciperà alle sedute, ma senza responsabilità sul DT”

Ma quale sarà, concretamente, il ruolo di Zali nelle prossime settimane? “Non avrà più responsabilità nella conduzione del Dipartimento”, ha chiarito Carobbio rispondendo alle domande dei giornalisti. “In base alla legge in vigore, Zali rimane consigliere di Stato. Potrà continuare a partecipare alle sedute del Governo, ma non avrà responsabilità nella gestione del DT”.

Zali rimarrà dunque a tutti gli effetti membro del Consiglio di Stato, pur non essendo più titolare di un Dipartimento. Durante la conferenza stampa è stato inoltre precisato che, fino al 30 settembre, potrà continuare ad accedere normalmente al proprio ufficio.

“Tra un mese cambierà la composizione del Governo e vi sarà anche una discussione sull’attribuzione dei Dipartimenti”, ha aggiunto Carobbio. “Dobbiamo garantire una transizione ordinata e abbiamo adottato una decisione che rispetta le procedure”.

“Della seconda inchiesta abbiamo saputo dai media”

La presidente ha poi spiegato che il Consiglio di Stato non era stato informato preventivamente degli ulteriori accertamenti della Magistratura nei confronti di Zali.”Lo abbiamo appreso dai media e ci siamo subito riuniti in seduta straordinaria”, ha affermato. “Non eravamo stati informati che fossero in corso questi accertamenti da parte della Magistratura. Esiste una separazione dei poteri e questo spiega perché lo abbiamo saputo attraverso i media”.

Carobbio ha ribadito che la decisione presa dal Governo vuole rappresentare “un passo concreto a tutela delle istituzioni”, assicurando al tempo stesso la continuità dell’attività amministrativa.

“Le difficoltà delle ultime settimane non hanno mai bloccato il lavoro delle istituzioni”, ha concluso. “In Ticino uno Stato c’è e funziona. Questo è stato possibile anche grazie ai collaboratori dell’Amministrazione cantonale”.

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