POLITICA E POTERE
Caso Zali, le bordate dell'MPS: "Il Parlamento biasimi Governo e Magistratura"
Sergi e Pronzini hanno presentato una proposta di risoluzione in vista del dibattito di domani
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Il caso Zali approderà domani in Gran Consiglio, dove il Movimento per il Socialismo chiederà l’apertura di una discussione generale sulle vicende che hanno coinvolto il consigliere di Stato dimissionario. In vista del dibattito parlamentare, l’MPS ha presentato una proposta di risoluzione nella quale formula una serie di valutazioni critiche sull’operato del Consiglio di Stato e del Ministero pubblico.

Il testo chiede al Parlamento, tra le altre cose, di esprimere il proprio biasimo nei confronti dell’Esecutivo per la gestione politica e istituzionale della vicenda e “preoccupazione e biasimo” per le modalità e i tempi con cui la Magistratura avrebbe dato seguito alle informazioni ricevute nel 2021.

Di seguito il testo integrale della proposta di risoluzione.

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

Vicende che vedono coinvolto il consigliere di Stato Zali: passare dalle parole ai fatti

Il Gran Consiglio del Cantone Ticino, riunito in seduta ordinaria,

– viste le risposte fornite dal Consiglio di Stato alle interpellanze presentate nelle scorse settimane in relazione alla vicenda che coinvolge il consigliere di Stato dimissionario Claudio Zali e il successivo dibattito parlamentare;

– considerata la gravità delle informazioni emerse negli ultimi due mesi, nel corso del dibattito parlamentare e dall’insieme degli elementi portati a conoscenza dell’opinione pubblica;

– ritenuto che il tema della violenza, anche quando definita “verbale”, nei confronti delle donne non possa in nessun modo essere considerato una questione privata, soprattutto quando riguarda una persona che riveste una carica istituzionale;

– ritenuto che chi ricopre una carica pubblica debba essere sottoposto a un particolare dovere di responsabilità, rispetto e integrità nei confronti delle persone con le quali entra in relazione, tanto più quando si tratta di rapporti caratterizzati da una posizione di potere o di autorità;

– considerato che il dimissionario consigliere di Stato Claudio Zali ha ammesso di avere esercitato violenza “verbale” nei confronti di una donna e che tale ammissione impone alle istituzioni di interrogarsi non soltanto sulle responsabilità individuali, ma anche sulla capacità delle istituzioni di riconoscere, affrontare e prevenire comportamenti incompatibili con una funzione pubblica;

– ritenuto che, di fronte a fatti e comportamenti di tale gravità, il Consiglio di Stato avrebbe dovuto assumere tempestivamente le proprie responsabilità politiche e istituzionali, anche attraverso una rivalutazione immediata delle responsabilità dipartimentali del consigliere di Stato interessato;

– considerato che le informazioni sottoposte al Consiglio di Stato già attraverso atti parlamentari passati avrebbero dovuto indurre l’Esecutivo ad approfondire con particolare attenzione i comportamenti attribuiti al consigliere di Stato Zali e, più in generale, i suoi atteggiamenti nei confronti delle donne;

– ritenuto che la gestione della vicenda da parte del Consiglio di Stato presenti elementi di grave insufficienza e che sia pertanto necessario che gli organi parlamentari competenti di alta vigilanza approfondiscano quanto accaduto e le decisioni assunte dall’Esecutivo;

– considerato inoltre che, secondo quanto emerso nel dibattito, già nel 2021 la Magistratura era stata informata dell’esistenza di possibili fatti penalmente rilevanti riconducibili alla medesima vicenda e che soltanto nell’agosto 2026 sarebbe stato aperto un incarto concernente gli stessi fatti e la medesima segnalazione;

– ritenuto che tale circostanza imponga un approfondimento da parte dell’autorità competente sulla gestione della segnalazione e sui tempi con i quali la Magistratura ha proceduto;

– ricordato che la violenza nei confronti delle donne costituisce un problema sociale che richiede una risposta politica, istituzionale e finanziaria adeguata e che il Cantone deve dotarsi di strumenti sempre più efficaci per prevenirla, contrastarla e sostenere le vittime;

– considerato infine che alle dichiarazioni di principio devono seguire misure concrete e risorse adeguate;

risolve:

1.

Il Gran Consiglio esprime il proprio cordoglio ai familiari e alle persone vicine alla donna deceduta a Melide il 18 agosto 2026.

2.

Il Gran Consiglio prende le distanze, nel modo più netto e inequivocabile, dai comportamenti ammessi dal consigliere di Stato dimissionario Claudio Zali e, in particolare, dall’esercizio di violenza “verbale” nei confronti di una donna, nonché dalle dichiarazioni inaccettabili pronunciate nelle registrazioni rese pubbliche.

3.

Il Gran Consiglio ritiene che, una volta emersi fatti e circostanze di tale gravità, il Consiglio di Stato avrebbe dovuto assumere tempestivamente le proprie responsabilità politiche e istituzionali e procedere senza indugio alla revoca delle responsabilità dipartimentali attribuite al consigliere di Stato Claudio Zali.

4.

Il Gran Consiglio esprime il proprio biasimo nei confronti del Consiglio di Stato per la gestione della vicenda e ritiene che, già a seguito delle segnalazioni e degli atti parlamentari precedenti, l’Esecutivo avrebbe dovuto procedere a un approfondimento serio e tempestivo sui comportamenti attribuiti al consigliere di Stato Zali, in particolare per quanto concerne i suoi atteggiamenti nei confronti delle donne.

5.

Il Gran Consiglio esprime preoccupazione e biasimo per il modo e i tempi con i quali la Magistratura ha dato seguito alle informazioni ricevute nel 2021 in merito a possibili reati penali riconducibili al consigliere di Stato Claudio Zali, considerato che, secondo quanto emerso, soltanto nell’agosto 2026 è stato aperto un incarto concernente gli stessi fatti e la medesima segnalazione.

6.

Il Gran Consiglio approva e sostiene la decisione della Commissione Giustizia di trasmettere una segnalazione al Consiglio della Magistratura sul come la Procura ha gestito la segnalazione del 2021, riferendo agli organi competenti qualora ne emergano elementi di propria competenza.

7.

Il Gran Consiglio invita tutte le proprie Commissioni competenti, in particolare quelle impegnate nell’esercizio dell’alta vigilanza, a integrare nei rispettivi lavori tutti gli elementi e le informazioni emersi nel corso delle ultime settimane e a verificare le eventuali responsabilità istituzionali e politiche che dovessero emergere.

8.

Il Gran Consiglio invita il Consiglio di Stato a prevedere nel Preventivo 2027 un significativo potenziamento delle risorse finanziarie destinate alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere, nonché al sostegno delle vittime, affinché alle dichiarazioni di principio seguano interventi concreti e adeguatamente finanziati.

9.

Il Gran Consiglio ribadisce che la lotta alla violenza di genere e la prevenzione di ogni forma di violenza nei confronti delle donne devono costituire una priorità politica e istituzionale del Cantone Ticino e che tale impegno deve tradursi in responsabilità, controlli e risorse adeguate.

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