Sergi e Pronzini interrogano il Governo sulle remunerazioni del CdA e allargano il tema alla gestione delle società pubbliche: trasparenza, parsimonia, vigilanza cantonale e tutela del patrimonio collettivo

Il caso delle remunerazioni dei vertici delle Aziende Industriali di Lugano approda in Gran Consiglio. I deputati MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini hanno presentato oggi un’interrogazione al Consiglio di Stato che parte dalle cifre emerse nelle scorse settimane sui compensi del Consiglio d’amministrazione di AIL, ma allarga la questione al rapporto tra autonomia societaria, proprietà pubblica e tutela dell’interesse collettivo.
Secondo quanto riportato dal Corriere del Ticino e richiamato nell’atto parlamentare, nel primo semestre del 2026 le remunerazioni dei membri del CdA di AIL si sarebbero collocate, a seconda della funzione ricoperta e della partecipazione a commissioni e riunioni, tra circa 20’000 e 90’000 franchi.
Sergi e Pronzini ricordano che AIL è formalmente una società anonima di diritto privato, ma il suo capitale è detenuto al 100% dalla Città di Lugano e la società svolge attività di evidente interesse pubblico, essendo attiva nella distribuzione di elettricità, acqua, gas ed energie termiche.
È proprio da questa doppia natura che prende le mosse l’interrogazione. Per l’MPS, la trasformazione di un’azienda pubblica in società anonima non dovrebbe comportare la scomparsa dei principi che regolano l’impiego e la gestione del patrimonio pubblico. I deputati richiamano in particolare i principi di legalità, parsimonia ed economicità previsti dalla legislazione cantonale e comunale.
L’atto parlamentare pone quindi la questione del ruolo di vigilanza del Cantone sui Comuni. La Legge organica comunale, ricordano Sergi e Pronzini, attribuisce all’autorità cantonale poteri di controllo sull’uso e sulla gestione dei beni comunali e la possibilità di intervenire in presenza di indizi di cattiva amministrazione a detrimento di importanti interessi collettivi. Da qui la domanda centrale: fino a che punto questa vigilanza può riguardare anche il modo in cui un Comune esercita i propri diritti di azionista in una società che possiede integralmente?
Un secondo capitolo riguarda la particolare natura di AIL. La distribuzione dell’elettricità, osservano i due deputati, non è una normale attività economica sottoposta esclusivamente alle dinamiche del mercato, ma presenta una forte componente di servizio pubblico e di monopolio naturale. Vengono richiamati sia gli obiettivi della Legge cantonale sull’energia – che parla di un approvvigionamento sufficiente, sicuro ed economico – sia il sistema federale di sorveglianza delle tariffe e dei costi affidato all’ElCom.
Infine, l’MPS solleva il tema della trasparenza. L’interrogazione chiede in sostanza al Governo di chiarire dove finisca l’autonomia di una società anonima pubblica e dove inizino gli obblighi derivanti dalla proprietà pubblica, soprattutto in materia di remunerazioni, indennità, bonus, costi di gestione e accesso alle informazioni.
Sergi e Pronzini chiedono inoltre se il Cantone debba dotarsi di criteri minimi di buona gestione validi per le aziende di interesse pubblico interamente o maggioritariamente controllate dai Comuni, affrontando temi quali trasparenza, compensi degli organi, conflitti d’interesse, criteri di nomina, proporzionalità dei costi e tutela del patrimonio pubblico.
Le domande al Consiglio di Stato
Come interpreta il rapporto tra l'autonomia giuridica di una società anonima interamente di proprietà comunale e gli obblighi del Comune proprietario derivanti dalla LOC, in particolare dagli artt. 151 e 194-196 LOC?
I principi di parsimonia ed economicità sanciti dall'art. 151 LOC devono essere considerati anche nell'esercizio, da parte di un Comune, dei propri diritti di proprietà e di controllo su una società anonima interamente comunale?
In caso negativo, per quali motivi?
Nel caso di una società interamente posseduta da un Comune che svolge un compito di interesse pubblico, come la distribuzione dell'energia, quali sono gli strumenti di vigilanza di cui dispone il Consiglio di Stato per verificare che il Comune proprietario tuteli adeguatamente il patrimonio pubblico?
La vigilanza prevista dagli artt. 194-196 LOC può estendersi, direttamente o indirettamente, alle modalità con cui il Municipio esercita i diritti dell'azionista pubblico in una società anonima interamente comunale? In particolare, può comprendere la verifica dei criteri con cui vengono determinate remunerazioni, indennità e altri oneri a carico della società?
Il Consiglio di Stato ritiene che le remunerazioni degli organi di una società interamente pubblica possano essere considerate una questione esclusivamente societaria, anche quando la società svolge un'attività di interesse pubblico e opera in un settore caratterizzato da monopoli naturali e da tariffe soggette a regolazione?
Quali criteri di trasparenza ritiene debbano essere applicati alle società anonime interamente possedute da Comuni, in particolare per quanto riguarda le remunerazioni degli organi, le indennità, i bonus, i compensi per commissioni e gruppi di lavoro e gli eventuali altri vantaggi riconosciuti agli amministratori?
La LIT può trovare applicazione, direttamente o indirettamente, alle informazioni detenute dal Comune concernenti una società anonima di cui il Comune possiede il 100% del capitale e che svolge compiti d'interesse pubblico? Qual è in particolare la posizione del Consiglio di Stato riguardo all'accesso alle informazioni sulle remunerazioni degli organi di tali società?
Il Consiglio di Stato ritiene coerente con i principi della politica energetica cantonale che una società di distribuzione dell'energia interamente di proprietà pubblica sostenga costi di gestione di qualsiasi entità senza che il proprietario pubblico abbia definito criteri di proporzionalità, economicità e trasparenza?
Considerato che l'art. 1 della Legge cantonale sull'energia richiama espressamente un approvvigionamento economico e l'impiego parsimonioso e razionale dell'energia, ritiene il Consiglio di Stato che tali principi debbano essere tenuti in considerazione anche nella gestione economica dei gestori pubblici delle reti di distribuzione?
Quali competenze di controllo dispone il Cantone, tramite il Dipartimento delle finanze e dell'economia e l'Ufficio dell'energia, nei confronti dei gestori di rete di proprietà comunale? Tali competenze comprendono anche la verifica dell'efficienza e della proporzionalità dei costi di gestione, nella misura in cui essi incidono sull'attività regolata?
Considerato il sistema di vigilanza previsto dalla legislazione federale sull'approvvigionamento elettrico e il ruolo dell'ElCom nel controllo dei costi e delle tariffe, il Consiglio di Stato ritiene opportuno verificare se i costi di gestione delle aziende di distribuzione pubbliche siano adeguatamente proporzionati rispetto alle attività svolte e ai servizi forniti?
Il Governo intende elaborare o proporre criteri cantonali minimi di buona gestione per le aziende di interesse pubblico interamente o maggioritariamente possedute dai Comuni, con particolare riferimento a:
• trasparenza;
• remunerazione degli organi;
• conflitti d'interesse;
• criteri di nomina;
• proporzionalità dei costi di gestione;
• tutela del patrimonio pubblico
Infine, alla luce della vicenda AIL, il Consiglio di Stato ritiene necessario verificare se l'attuale quadro legislativo garantisca in maniera sufficiente che l'autonomia societaria delle aziende pubbliche non si traduca in una sottrazione di fatto ai principi di parsimonia, economicità, trasparenza e tutela dell'interesse pubblico?