SALUTE E SANITÀ
Primari da 1,2 milioni di franchi all'anno in Ticino: è polemica
Un medico di Ginevra: “Sconfinare in certe cifre è a dir poco indecente”. Pellanda: "Fissando un salario massimo c'è il rischio di perdere i primari"

BELLINZONA – Mentre si dibatte sui salari dei manager nell’ambito dell’iniziativa Minder, il Caffè pubblica i salari dei primari ospedalieri ticinesi: ci sono medici che arrivano a incassare fino un milione e duecentomila franchi. E chi sceglie una politica salariale più contenuta viene bollato come “pecora nera”, criticato e giudicato “sciocco da molti colleghi per non approfittare di tutti i guadagni che un blasonato camice bianco consentirebbe. Una questione etica, che fa discutere anche il servizio ospedaliero pubblico, sotto pressione per la ‘concorrenza’ del privato che può permettersi di pagare stipendi più alti. Mentre da più parti si sottolinea una pressoché totale assenza di una vera politica salariale”.

Intervistato dal domenicale, il direttore dell’Ente ospedaliero, Giorgio Pellanda, dice:

“Stiamo ragionando sulla parte fissa di questi guadagni per incoraggiare un maggiore impegno verso l’ospedale. Ma dobbiamo anche tener conto di quelli che sono i valori di mercato per certi specialisti, quindi della concorrenza che ci potrebbe portare via dei validi primari. Perciò, dobbiamo essere competitivi con gli altri ospedali svizzeri”.

Apripista, nel 1976, nel limitare le proprie pretese economiche, fu il dottor Giorgio Noseda: “Più che pecora nera ero definito pecora rossa, vista la mia tendenza social democratica”, racconta Noseda, che fu duramente attaccato soprattutto dall’Ordine dei medici. Stessa sorte per Franco Cavalli, che fece altrettanto. Ma che un tetto agli stipendi d’oro vada messo lo pensa anche il dottor Pietro Majno, noto medico trapiantologo dell’ospedale cantonale di Ginevra: “Sconfinare in certe cifre è a dir poco indecente” – ha dichiarato al Caffè.

Il maggior potenziale di guadagno, a livello nazionale,  scrive il giornale, spetta a primari radiologi, oftalmologi, ginecologi, anestesisti, urologi e neurochirurghi.

In Ticino, la retribuzione annua di un primario si aggira in media tra 600-800mila franchi, ma la forchetta varia dai 350mila per arrivare anche a 1 milione e 200mila. Comprende un importo fisso (primario: 180-200mila, viceprimario: 150mila), e uno variabile, dato dalle degenze private e semiprivate, dalle fatture delle prestazioni direttamente connesse con la propria specializzazione e dalle visite ambulatoriali.

“Ogni ospedale si accorda con i propri medici - scrive il domenicale -. Non molti hanno posto dei limiti retributivi. Il Chuv, Centro ospedaliero universitario vodese di Losanna, ad esempio, ha fissato la busta paga dei primari a 250mila franchi, con la possibilità di raddoppiarla grazie alle consultazioni private, ma non oltre il mezzo milione di franchi l’anno”. A giudicare positivamente l’autolimitazione dello stipendio è Santésuisse, organo mantello delle casse malati: “Se c’è un’assicurazione sociale che si assume i costi, la classe medica farebbe bene a porsi un tetto massimo di pretese”, ha dichiarato al Caffè la portavoce, Anne Durer.

 

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