SALUTE E SANITÀ
Cassis: "Curafutura ha preso atto che c'è tra la gente una cattiva immagine delle casse malati"
Il presidente della neonata associazione, dopo la separazione da Santésuisse, dice: "so che il mio sarà un ruolo ad alto rischio, anche per la carriera politica. Ma credo nei valori che si sono dati"

BERNA - Prima le voci di corridoio, poi la conferma ufficiale: i due assicuratori più importanti CSS ed Helsana lascianoSantésuisse e fondano, con Sanitas che aveva lasciato l'associazione mantello nel 2011, Curafutura. La nuova associazione ha scelto come presidente il consigliere nazionale Ignazio Cassis, già medico cantonale e vicepresidente della federazione dei medici svizzeri, al quale abbiamo chiesto le ragioni che hanno portato alla nascita di Curafutura.

"Le ragioni sono essenzialmente due. La prima è che i tre assicuratori fondatori si sono resi conto che in seno a Santésuisse non era più possibile fare una politica innovativa che rappresentasse lo spirito della LAMal. La seconda è che hanno preso atto che c'è tra la popolazione una cattiva immagine delle casse malati e quindi hanno deciso di agire per difendere il sistema liberale che regge il sistema assicurativo attuale e al quale io credo". 

Quindi si tratta di un cambio di mentalità?

"Sono tre anni che dico agli assicuratori: "se c'è questa cattiva immagine tra la popolazione è in parte anche colpa vostra. Fatevi un esame di coscienza e reagite perché altrimenti non esisterete più" ho detto loro. È necessario che gli assicuratori prendano coscienza della loro responsabilità sociale". 

In cosa sarà diversa Curafutura? 

"La prima diversità è che c’è una strategia comune: tutti gli assicuratori di curafutura non daranno più la caccia ai giovani e sani per diminuire i rischi e avere premi più bassi (una politica miope), ma cercheranno con medici, ospedali, farmacisti e curanti dei modelli di cura efficaci ed efficienti per i malati cronici, quel 20% di pazienti che assorbe l’80% dei costi della salute. E’ infatti curando bene questi, che si calma l’aumento dei costi! Poi l’attitudine verso i fornitori di prestazioni, veri e propri partner da trattare con apertura e rispetto. L’innovazione non può che avvenire insieme!”

"Le tre casse malati fondatrici di curafutura sono consapevoli che se non agiscono subito e guadagnano la fiducia della popolazione, assumendo le loro responsabilità sociali, rischiano di essere spazzate vie dal vento della protesta popolare. Ma un sistema sanitario pilotato da una cassa malati unica sarà certamente peggiore e creerà debiti che finiremo col lasciare ai nostri figli. L’assicurazione AI insegna!"

In Ticino, come nei cantoni romandi, la rabbia è ancora molta per la mancata restituzione dei premi pagati in eccesso in passato. L'Ordine dei medici del Canton Ticino ha ribadito che l'unica soluzione accettabile è la restituzione fino all'ultimo franco di quanto pagato in più. Qual è la vostra posizione in merito?

"Siamo convinti che il problema debba essere risolto al più presto. Ora è nelle mani della politica a Berna e ci aspettiamo una soluzione rapida, che inevitabilmente richiederà compromessi. I compromessi servono proprio a risolvere i problemi e a evitare guerre, dalle quali usciamo tutti perdenti! Credo ci siano oggi buone possibilità per un accordo, anche se certi dettagli mancano ancora. Curafutura dice sì alla soluzione del problema con restituzione e attende con interesse il consenso politico. E soprattutto curafutura s’impegna affinché gli errori del passato non vengano più commessi. Bisogna guardare al futuro e imparare dagli errori ". 

A proposito di immagine: chi già non vede di buon occhio Santésuisse, con una nuova associazione potrebbe dire che ora la lobby delle casse malati, abile a lavorare nei corridoi della politica a Berna, ha due associazioni per fare pressioni. E inoltre hanno scelto un consigliere nazionale alla presidenza. 

"Nella mia carriera non ho mai, e sottolineo mai, avuto rapporti professionali o privilegiati con le casse malati. Se ora i tre assicuratori disposti a issare le vele per il viaggio del cambiamento mi hanno contattato, è perché sono pronti a partire e pensano che io sia bravo al timone. Non lo so se sarò bravo, ma ci provo, col rischio di fallire. D’altro canto io li ho sempre spronati a compiere questo viaggio verso un miglior rapporto col cittadino. Se mi tirassi in dietro farei la figura del codardo. La gente mi direbbe “a lamentarsi sono capaci tutti, quando invece c’è da rischiare del proprio per voltare pagina tutti si tirano indietro”. So bene che non sarà un viaggio comodo, né facile. Sarà ricco di critiche, sarà ad alto rischio, anche per la carriera politica. Ma credo alla bontà degli obbiettivi e dei valori che si sono dati. E soprattutto credo nel nostro sistema sanitario liberale: è fatto bene e non necessita di rivoluzioni come la cassa unica, ma di miglioramenti che possono essere fatti. Così mi sono detto: “Io ci provo, e speriamo in bene".

 

ItaCa

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