Delusione soprattutto per le valli che avevano cercato di evitare i tagli nelle regioni periferiche: il destino gli ospedali di Faido e Acquarossa non cambierà, verranno comunque orientati verso la riabilitazione, come previsto dal piano originario

BELLINZONA – Nonostante le forti opposizioni, la pianificazione ospedaliera continua a mantenere la rotta tracciata. Oggi infatti è stato presentato a Palazzo delle Orsoline il relativo messaggio governativo: Il DSS ha confermato di voler mantenere l’obbiettivo prefissato, ossia quello di mantenere e migliorare la qualità delle cure nel nostro Cantone, contenendo nel contempo la crescita della spesa sanitaria.
Un messaggio tanto atteso quanto amaro quindi, soprattutto per le valli, che, guidate dall'MpS e dai deputati bleniesi Gianni Guidicelli e Walter Gianora, avevano cercato di far sentire la propria voce ed evitare i tagli nelle regioni periferiche.
Nonostante le numerose firme e petizioni presentate infatti, il Messaggio governativo è stato modificato solo in alcuni aspetti secondari. Nulla da fare invece sui punti che più premevano agli avversari del progetto. Il destino degli ospedali di Faido e Acquarossa infatti non cambierà: verranno comunque orientati verso la riabilitazione, come previsto dal piano originario.
Come ha sostenuto il direttore del DSS Paolo Beltraminelli durante la presentazione del Messaggio, il cambio di orientamento di queste due strutture ospedaliere “rappresenta un valore aggiunto a fronte di una durata di degenza sempre più breve ed un'intensità di presa a carico sempre maggiore nelle strutture acute, che devono quindi disporre di requisiti di qualità accresciuti”.
I presidi sanitari delle zone periferiche, secondo la proposta di Beltraminelli, andranno infatti rafforzati in collaborazione con i medici del territorio.
La parola passa ora al Gran Consiglio, che passerà al vaglio il progetto per la nuova pianificazione ospedaliera, con l’obbiettivo governativo di far entrare in vigore il nuovo assetto per il 1° gennaio 2015.
Vista la battaglia condotta contro la proposta, non potevano mancare le reazioni contrarie al piano presentato dal DSS. Il primo ad esprimersi è proprio l’MpS, che sottolinea come con questa decisione si stia andando verso un forte indebolimento delle strutture sanitarie pubbliche nelle Tre Valli, verso un'ulteriore apertura al privato, nonché verso un'indebolimento della struttura dell'ospedale San Giovanni di Bellinzona ed un declassamento dei nosocomi di Mendrisio e Locarno.
“ ma a preoccupare maggiormente – aggiunge l’MpS – e al di là della penalizzazione dell'ospedale regionale di Bellinzona, vi è il fatto che il nuovo messaggio, stravolgendo di fatto l'attuale legge sull'Ente Ospedaliero Cantonale, modifica la struttura fondamentale attuale del sistema ospedaliero cantonale, istituendo veri e propri ospedali di serie A e di serie B."
Per l’MpS quindi, la propria iniziativa “Giù le mani dagli ospedali” rimane l'ultima possibilità di contrastare la tendenza verso la razionalizzazione, la concentrazione e l'apertura al privato.