SALUTE E SANITÀ
Caso operazioni fasulle, il primario del Neurocentro non concorda su come è stato gestito. E si dimette
Non è l'unico motivo, ma per Michael Reinert la sanità pubblica si sarebbe dovuta far carico delle vittime del neurochirurgo e anche di chi non è stato operato a regola d'arte, oltre che denunciare tutti i casi

LUGANO - Si è dimesso (anche) perché riteneva che la vicenda del chirurgo che ha effettuato false operazioni (o almeno questa è l’accusa, le indagini sono ancora in corso) non è stato trattata a dovere. Michael Reinert era primario del Neurocentro dal 2013 ed ha detto basta.

Desidera ritornare in Svizzera Interna dalla famiglia ma non ha apprezzato come è stato gestito il caso. A suo avviso, come riporta Il Caffè, la sanità pubblica avrebbe dovuto farsi carico non solo di chi aveva denunciato ufficialmente il neurochirurgo ma anche chi, insospettito da problemi che non si erano risolti dopo le operazioni dello stesso, si sono presentati al Civico. L’ospedale a suo dire doveva anche denunciare non solo le operazioni mai eseguite, se davvero così risultasse, bensì anche quelle non fatte nel migliore dei modi.

Per lui si era davanti a un modus operandi.

Intanto, le persone che si sono fatte avanti, sospettando di essere vittime delle operazioni mai eseguite, sarebbero addirittura una quarantina.

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