L'ANALISI - "Tutti per uno, uno per tutti?"... Chissà... Di certo tra Scherrer, Giovannacci, Caroni e Cotti c'è un patto di non belligeranza. Ma i "derby" non mancano

LOCARNO - Locarno si appresta a vivere la prima legislatura dopo la bufera dei mandati. Mentre si attendono ancora le eventuali sanzioni nei confronti dei municipali per le gravi negligenze accertate dalla Sezione enti locali, partiti e candidati stanno affinando le strategie in vista delle elezioni di aprile.
E Locarno sembra essere il comune in cui, più che in altri, si potrà concretizzare quella collaborazione tra PLR e PPD più volte auspicata dal presidente Rocco Cattaneo, e che sembra piacere anche alla base pipidina.
Dopo il ritiro anticipato di Carla Speziali, lo “scettro” di sindaco è passato ad Alain Scherrer e, poco ma sicuro, anche dopo aprile rimarrà saldamente in mano liberale. Ma chi si attendeva nuove “guerre civili” in casa PLR (in particolare la sfida di Davide Giovannacci a Scherrer per la poltrona di sindaco) resterà probabilmente a bocca asciutta.
Il patto tra i due sembra essere “vinca il migliore”. Insomma, il sindaco lo fa chi raccoglie più voti, ma senza sgambetti e colpi sotto la cintura. Totale fair-play, insomma.
L’impressione, condivisa da diversi osservatori della vita politica locarnese, è che dopo la partenza di Speziali si sia creata in Municipio una situazione di ritrovata armonia e collaborazione, in particolare tra quattro municipali: Scherrer, Giovannacci e i due popolari-democratici Paolo Caroni e Giuseppe Cotti. Una sorta di rilettura locarnese dei Tre Moschettieri di Dumas. E il ruolo di D’Artagnan ognuno lo assegni a chi preferisce.
Ecco perché Locarno sarà probabilmente un primo importante banco di prova per un’eventuale e futura più estesa collaborazione strategica tra PLR e PPD. Di sicuro, tra i quattro municipali citati c’è, se non un patto di alleanza, quantomeno un patto di non belligeranza. Difficile dire, per ora, se quel patto si tradurrà, in campagna elettorale, nel celebre motto di D’Artagnan: “Tutti per uno, uno per tutti”. Staremo a vedere.
E gli altri? Gli uscenti (per quel che se ne sa ad oggi) si ricandidano tutti. Ma ognuno dovrà fare i conti con nuovi sfidanti.
Ecco alcuni tra i probabili “derby”: il liberale-radicale Niccolò Salvioni (subentrato a Speziali) dovrà vedersela con Andrea Giudici, che ha dalla sua anche la visibilità parlamentare; il socialista Ronnie Moretti dovrà parare i colpi di Pier Mellini, capogruppo in Consiglio comunale; il leghista Silvano Bergonzoli, che da diversi mesi non partecipa alle sedute municipali per problemi di salute, dovrà confrontarsi con Bruno Buzzini.
Però magari all’ultimo momento Bergonzoli deciderà, giustamente, di non ricandidarsi. Perché essere eletto e non partecipare alle sedute non ha alcun senso in un sistema democratico. Anche se lo scopo è "tirar viti" al gruppo Lega-UDC per tentare il raddoppio. Ma forse, anche alla luce di questa prospettiva, si è consolidato l'asse PLR-PPD.
Marco Bazzi