SECONDO ME
Aiutiamo le scuole comunali, Cometta: “L’iniziativa andrà a beneficio di bambini e famiglie, è un credito per il nostro futuro”
La copresidente dell’Associazione per la scuola pubblica: “La famiglia e la società sono cambiate e con lei deve farlo anche la scuola. Negare che asili nido, mense e servizi pre e dopo scuola siano necessari è ormai surreale"

di Katya Cometta, copresidente Associazione per la scuola pubblica del Cantone e dei Comuni

L’avvio della campagna per l’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali”,  sulla quale siamo chiamati ad esprimerci il prossimo 28 settembre, offre l’occasione per fare alcune riflessioni sulle famiglie, la società e la scuola, la cui realtà è radicalmente cambiata negli ultimi vent’anni. Credere che il modello di nucleo tradizionale - con padre al lavoro, madre casalinga e figli tutti a vivere  sotto uno stesso tetto - sia quello di riferimento è un errore.  Non solo perché le famiglie monoparentali sono sempre più numerose, ma anche perché le madri sono più attive professionalmente. Il loro è spesso un lavoro per necessità, ma lo è anche per realizzazione personale.

La schizofrenia tutta elvetica e ancor più ticinese in questo settore si manifesta da un lato nell’offrire teoricamente sempre maggiori possibilità di carriera alle donne,  ma dall’altro nel non consentir loro, in pratica, di ingaggiarsi in un’attività professionale con concrete possibilità di far funzionare famiglia e carriera, contemporaneamente.

Proprio recentemente a Lugano, la Direttrice della Seco Marie-Gabrielle Ineichen–Fleisch  ha affermato che la giusta ricetta in questo campo è quella di “mettere a disposizione tutte quelle strutture che consentano ad una donna di gestire lavoro e famiglia. Asili nido, mense scolastiche, servizi pre e dopo scuola”.

Negare che vi sia la necessità proprio di questi elementi aggiuntivi alla scuola sarebbe surreale.

Così come lo è monetizzare o dogmatizzare la formazione. Nei comuni in cui questi servizi esistono la soddisfazione è totale anche e soprattutto da parte dei bimbi che così non sono sballottati fra casa, parenti, amici e ciò senza alcuna regolarità. I bambini hanno appunto bisogno di punti fermi, di abitudini, di sicurezza. Compito di uno Stato moderno è quello di facilitarne la crescita grazie alle giuste condizioni quadro, quelle che van bene se son citate per i vari settori della nostra economia, ma decisamente meno bene se sono le famiglie e la scuola i tasselli a cui si deve pensare.

È vero che questa iniziativa comporta dei costi, costi che inevitabilmente ricadranno sui cittadini. Ma ci sono costi giusti e costi superflui. Quelli legati alla scuola e ai servizi parascolastici sono più che condivisibili perché vanno solo ed esclusivamente a beneficio di bambini, allievi, studenti e delle loro famiglie. Sono crediti per il nostro futuro.

Un detto popolare afferma che “i politici sono tutti uguali: promettono di costruire ponti anche dove non ci sono fiumi”. Il nostro fiume è la scuola ticinese, che un ponte finalmente se lo merita.

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