SECONDO ME
Il franco forte e la tentazione di far spesa in Italia. Rossi: “Non tiriamoci la zappa sui piedi. Spendere qui è spendere meglio!”
Il candidato PPD al Gran Consiglio prende spunto da un recente confronto prezzi di ‘Spendere Meglio’: “Il 65% di chi vi lavora nel settore è residente. Andare a fare la spesa in Italia vuol dire voltare le spalle ai nostri concittadini!”

di Davide Dada Rossi*

Come candidato al Gran Consiglio di questi tempi ricevo, oltre alle solite fatture, molta più posta cartacea: flyer, offerte varie e riviste. Aprendo una busta di “Spendere Meglio”, comincio a sfogliare la rivista e con stupore leggo un articolo dal titolo “Spesa meno cara”. Detto in parole brevi è un’indagine, con tanto di tabella di paragone, dalla quale si evince che andare a fare la spesa in Italia – per alcuni prodotti – è molto più conveniente che andare nei nostri supermercati ticinesi.

Bella scoperta, direte. Per di più con il tasso di cambio favorevole. Senza nasconderci dietro l’ipocrisia a tutti ci è capitato di andare nel supermercato italiano. Spiace però constatare che stiamo facendo di tutto per cercare di salvaguardare il nostro mercato interno, i nostri negozi (soprattutto i piccoli commercianti che sono i più colpiti) e i nostri posti di lavoro per poi leggere su un giornale l’invito a grandi caratteri ad andare oltre confine a fare la spesa.

Da un recente studio dell’USI è emerso che i frontalieri impiegati nel settore del commercio sono circa 4'000 sul totale di 15'000 addetti, quindi il 65% di chi vi lavora è svizzero o domiciliato. Andare a fare la spesa in Italia vuol dire voltare le spalle ai nostri concittadini!

Personalmente ho aderito alla campagna “SosTIeni l'economia ticinese”, inserendo sul mio sito internet il logo dell’artigiano anonimo ticinese e soprattutto mettendo in pratica il principio di fare acquisti in Svizzera nella vita di tutti i giorni. Non dobbiamo piangerci addosso che il nostro commercio va male se in primis i nostri giornali inneggiano ad attraversare la frontiera per fare la spesa.

Ricordo che di recente - ora a dir la verità sembra quasi essere passato “di moda” discuterne, anche se il fenomeno è fin troppo presente - ci siamo lamentati dei tanto pericolosi padroncini che “rubano” lavoro agli artigiani locali. Questi ultimi non sono però arrivati da soli a lavorare nel nostro Cantone, ma sono i Ticinesi stessi che li hanno chiamati. Non tiriamoci quindi la zappa sui piedi anche per il settore del commercio e cerchiamo di guardare con più rispetto al nostro territorio e alla nostra economia. 

*Candidato al Gran Consiglio PPD+GG

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

PANE E VINO

Enoturismo, la Cantina alla Maggia di Ascona tra le eccellenze svizzere

10 OTTOBRE 2026
LETTURE

“Il Ticino e i suoi comuni”, storie di un mondo che cambiava

08 OTTOBRE 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Carovita, la rivolta dei sindacati: "Il Governo riconosce solo lo 0,25%, non basta"

07 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Giglia apre nel salotto di Lugano: una nuova casa per i suoi celebri Marron Glacé

06 OTTOBRE 2026
BANCASTATO

Sostenibilità, ecco le tre PMI premiate da BancaStato

06 OTTOBRE 2026
TELERADIO

È morto Marco Blaser, una vita davanti alle telecamere della RSI

05 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

IL FEDERALISTA

Marina Masoni: la speranza, l'espediente, il baratro. E "il silenzio sui conti"

27 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

"Basta campare di politica e CdA!"

02 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Dadò: "Inchieste sì, ma indipendenti e credibili"

04 OTTOBRE 2026