SECONDO ME
Regazzi non molla l'osso e spara ancora sulla RSI: "Meno spocchia e più umiltà! Sarei il primo a difenderla se rispettasse tre premesse: rigore, efficienza e condivisione"
SECONDO ME - "Il voto del 14 giugno ha evidenziato una pesante frattura tra la RSI e la maggioranza dei ticinesi. Da allora era lecito attendersi un cambiamento..."

LUGANO - Il consigliere nazionale pipidino Fabio Regazzi non molla l’osso. Dopo la vibrante protesta dei giorni scorsi (leggi qui), oggi torna sulla RSI, al centro di una sua newsletter elettorale.

“Il 14 giugno scorso - scrive Regazzi - le cittadine e i cittadini svizzeri hanno potuto esprimere il loro giudizio sul monopolio televisivo. La risposta ha evidenziato una pesante frattura tra la RSI e la maggioranza dei ticinesi. Da allora era lecito attendersi un cambiamento di atteggiamento, non dico una svolta, ma un pò di umiltà da parte della dirigenza e dei giornalisti che lavorano per l’Ente. Purtroppo non è così, e guai a reclamare: puntualmente arrivano le reazioni di lesa maestà e le difese d’ufficio da parte dei soliti noti, che non mancano di sottolineare la faziosità di chi reclama e il suo deficit culturale rispetto a loro che sono andati oltre la lettura del solo Pennac”.

Regazzi scrive poi “quello che ci aspettiamo”:

“Al di là delle battute polemiche è d’obbligo qualche considerazione di fondo. Sarei il primo a difendere la RSI, ma solo se rispetta tre premesse: rigore, efficienza, condivisione. Rigore nella spesa, efficienza nel prodotto, condivisione degli spazi e del modo di conduzione. Oggi, limitandomi al terzo punto mi spiace constatare sulla mia pelle come vengano privilegiati interlocutori, personaggi, politici… rispetto ad altri. Eppure basterebbe poco: meno spocchia, meno chiacchiericcio inconcludente e maggiore rispetto della pluralità di opinioni. La palla è ora nel campo della RSI, del suo direttore: vi auguro buon lavoro di riflessione per infine operare quei cambiamenti chiesti da più parti. I Ticinesi ve ne saranno grati”. 

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