SECONDO ME
Dopo il caso San Carlo rispunta il disagio alla casa anziani di Biasca. Il sindacalista Fausto Calabretta: “Si faccia un 'audit' sulla conduzione. Come a Locarno"
"Il problema del clima di lavoro nell'istituto si trascina ormai da anni, ma è peggiorata soprattutto da quando è stato assunto un nuovo “comandante” a governare la barca"

di Fausto Calabretta *

La problematica del clima di lavoro nella Casa anziani di Biasca si trascina ormai da anni, ma è peggiorata soprattutto da quando è stato assunto un nuovo “comandante” a governare la barca. Purtroppo lo stesso ha consegnato la barca a dei “timonieri”, che non sono in grado di governarla saggiamente.

Ricordiamo che la maggioranza (56%) dei dipendenti pochi anni fa aveva consegnato al Municipio di Biasca una petizione, che chiedeva di rimuovere alcuni quadri dalle loro funzioni. Questo perché erano esasperati dal clima di lavoro e da una gestione autoritaria con metodi di conduzione poco ortodossi.

Il Sindacato VPOD ha invitato più volte il Municipio di Biasca ad affrontare la problematica, mettendosi a disposizione per trovare una soluzione comune e ristabilire un clima di lavoro sereno in seno alla struttura, a beneficio non solamente del personale ma anche degli ospiti. Il Municipio a suo tempo aveva dichiarato di prendere sul serio la situazione e aveva invitato tutti i partecipanti ad una riunione per informare formalmente il Municipio e la direzione di tutte le pressioni e abusi messi in atto per intimorire il personale.

Tuttavia il Municipio e la capo Dicastero, invece di chinarsi sulle problematiche denunciate dai dipendenti e dal Sindacato, hanno scelto di rafforzare la posizione del comandante e dei timonieri, che hanno preso sempre di più il sopravvento all’interno della struttura, mandandola alla deriva. Di recente Ticinonline e 20 Minuti hanno riportato il precariato diffuso e altri gravi fatti avvenuti tra dipendenti, molti dei quali hanno paura di perdere il proprio posto di lavoro. Per il fatto essere messi sotto pressione tanti dipendenti non si espongono in prima persona.

Infatti chi l’ha fatto in passato è stato costretto a lasciare la casa per anziani per altre strutture. Altri dipendenti non si sono esposti e hanno preferito andare via senza colpo battere. A Biasca (quasi) tutti sono a conoscenza del clima negativo all’interno della Casa anziani, ma la maggioranza dei politici preferisce tacere e non intervenire. Auspichiamo che i nuovi Municipali che saranno eletti in aprile prendano finalmente in considerazione le denunce sul clima di lavoro nella Casa anziani, come fatto dal Municipio di Locarno: il Sindacato VPOD chiede urgentemente un audit esterno e un intervento deciso per ripristinare il clima di lavoro all’interno della struttura.

* sindacalista VPOD 

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