Alla luce degli studi fatti oggi nel campo cognitivo/comportamentale, nella psicologia dello sviluppo del bambino, nella teoria della mente e nelle neuroscienze sottoscrivo ancora oggi le teorie di Neill. La scuola così com'è strutturata, a me personalmente non convince, per una serie di motivi che non sto ad elencare per mancanza di spazio. Fra i molti: la selezione, la competizione e l'efficientismo, soprattutto quando vengo a sapere di un professore che, in prima liceo, al primo giorno di scuola, esordisce dicendo alla classe: "Sappiate che la metà di voi sarà bocciata". E allora come non essere d'accordo con Don Milani, il quale ammoniva che una scuola che boccia è una scuola fallimentare perché è chi insegna che non sa insegnare? Don Milani voleva più bene ai suoi ragazzi che a Dio. Egli ripeteva la materia di studio all'infinito, fino a quando gli allievi avevano capito, dando in questo modo tempo all'acqua di scorrere, e al fiume di diventare fiume.