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Ultimo aggiornamento: 14.10.2019 00:11
foto: TiPress/Gabriele Putzu
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19.03.2018 - 17:470
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Basta vacanze religiose? Stefano Piazza: "L’attrazione fatale tra i socialisti svizzeri e il mondo islamico è ben rappresentata dal presidente del PS Christian Levrat. C'era una volta la Svizzera"

SECONDOME - "Qualche giorno fa l’assemblea della Jungsozialisten Schweiz – la Gioventù socialista del canton Zurigo – ha deciso che le festività cristiane in Svizzera devono essere abolite..."

di Stefano Piazza *

Qualche giorno fa l’assemblea della Jungsozialisten Schweiz – la Gioventù socialista del canton Zurigo – ha deciso che le festività cristiane in Svizzera devono essere abolite. La proposta dei giovani socialisti zurighesi è contenuta nel documento approvato a larghissima maggioranza che chiede anche che lo Stato si faccia carico integralmente del tema dei senzatetto.

A tal proposito la «Juso» propone di non più assegnare più appalti che hanno come oggetto la gestione dei senzatetto a dette comunità religiose. Il pezzo forte del documento però è la ferma opposizione al «mito di una cultura dominante cristiana e alla strumentalizzazione dell’islam».
Per questo Nadia Kuhn co-presidente del gruppo politico ha dichiarato «Se qualcuno vuole prendersi un giorno di vacanza per motivi religiosi, o altro, dovrebbe comunque avere questa opportunità. Questo dovrebbe valere per tutti, anche per gli atei o i musulmani».

E il Natale? Al suo posto la «Juso» zurighese propone di istituire «la Giornata internazionale della donna». Non è la prima volta che i giovani socialisti si distinguono per proposte alquanto spericolate; recentemente si sono dichiarati a favore dell’abolizione della proprietà privata ritenuta inaccettabile, lo stesso vale per i redditi da capitale che dovrebbero essere tassati al 99%.

L’attrazione fatale tra socialisti svizzeri e il mondo islamico è ben rappresentata dal presidente del PS svizzero Christian Levrat, che non perde occasione per chiedere il riconoscimento ufficiale della religione maomettana in Svizzera.

La posizione viene spiegata con i soliti concetti banali: «Dobbiamo riflettere se vogliamo riconoscere l’islam in quanto religione ufficiale; ciò eviterebbe in particolare di lasciare la formazione e il finanziamento degli imam a cerchie esterne, col rischio del fondamentalismo. Dobbiamo interrogarci su un islam svizzero».

Inutile dire che i «consulenti» che lo aiutano a eleborare queste proposte sono molto spesso personaggi all’apparenza innocui ma che in verità, sono quei lupi vestiti da agnello, che militano discretamente nei «fratelli musulmani».

Costoro si stanno infiltrando nelle università e nei gruppi politici per il momento a livello locale, dove recitano con innata maestria la parte dei moderati spesso alle prese con una società «islamofoba che li discrimina».
Per tornare alla “Juso” c’è una certa attesa per prossimo il congresso questa volta nazionale, dei giovani socialisti. Sotto la cenere covano nuove geniali proposte quali la nazionalizzazione di tutte le società e anche uno speciale congedo dal lavoro per le donne alle prese con il ciclo mestruale mensile. C’era una volta la Svizzera...

*esperto di terrorismo islamico - articolo tratto dal blog Confessioni elevetiche



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