SECONDO ME
Elisa Garfagna: “Charlie Hebdo, il naufragio della matita (che scivola solo sul fango)”
“Il mito della satira, della lama che taglia la gola ai tiranni e ai bigotti, sta affogando in una pozzanghera di cinismo a buon mercato. La vignetta sulla tragedia di Crans-Montana è un rantolo"
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06 GENNAIO 2026
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Crans-Montana, "Il vizio (italiano) di puntare il dito"

06 GENNAIO 2026

di Elisa Garfagna *

(dalla sua pagina Facebook)

 

C’è qualcosa di profondamente patetico nel veder morire un mito. E il mito di Charlie Hebdo, quello della satira, della lama che taglia la gola ai tiranni e ai bigotti, sta affogando in una pozzanghera di cinismo a buon mercato. La vignetta sulla tragedia di Crans-Montana è un rantolo. ​Il problema non è che "hanno esagerato". Il problema è che sono diventati pigri.

​Fare satira su una strage mentre i corpi sono ancora caldi non è un atto di coraggio civile, è bullismo grafico. È la scorciatoia di chi non ha più un’idea originale e allora punta dritto allo stomaco, cercando lo sdegno per nascondere il fatto di non avere più nulla da dire. La vera satira richiede talento: devi sapere dove incidere per far uscire il pus dell’ipocrisia. Qui, invece, hanno usato la matita come un machete arrugginito, colpendoti a caso solo per vedere se sanguini.

​Difendere il loro diritto di pubblicare è un dovere democratico, certo. Ma non confondiamo la libertà di espressione con l’obbligo di farsi piacere lo squallore. Dire che questa roba è "satira" è un insulto a chi la satira la fa davvero, rischiando la pelle contro i potenti, non contro le famiglie delle vittime.

​Hanno scambiato il nichilismo per libertà. Sono diventati dei ragazzini viziati che bestemmiano al funerale solo perché nessuno li guarda più. Pessimi, non perché offensivi, ma perché irrilevanti. E per un vignettista, l’irrilevanza è l’unica condanna a morte che conta davvero.

 
* esperta di comunicazione

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