SECONDO ME
Franco Ambrosetti: "Chiamatelo Estival...e basta"
Il musicista le suona al nuovo format della manifestazione luganese: "È da molto tempo che non scrivo tuttavia questa volta è la coscienza a suggerirlo...."

di Franco Ambrosetti*

È da molto tempo che non scrivo tuttavia questa volta è la coscienza a suggerirlo. Ho saputo che i responsabili del Municipio di Lugano hanno intenzione di continuare a mantener vivo Estival Jazz.

A prima vista un’intenzione più che onorevole, qualcosa di molto virtuoso che viene ad allietare le calde estati luganesi. Tuttavia solo apparentemente sembra una saggia decisione, perché si vuol tenere solo il contenitore mentre i contenuti sono ben altri. Ovvero, si tiene l’involucro ma proponendo musica pop, la stessa che manda in visibilio il pubblico di Sanremo. Il rap italiano riproposto da Ernia e compagnia cantante ha un paio di difetti: dimentica che il rap genuino non ha melodie è solo parlato con ritmi percussivi straordinari e nato nel Bronx e nei ghetti di Los Angeles. È una sorta di musica contro un sistema discriminatorio e ingiusto.

Mantenere in vita «Estival Jazz» senza o con poco Jazz è un insulto alla cultura. Il Jazz non è un concetto astratto, ha regole ben precise e codificate, ha il merito di aver riscoperto l’improvvisazione con regole molto precise e non trasgredibili. Come nella musica barocca, vedi J.S. Bach, un improvvisatore geniale e innovativo. Se l’intenzione, come sembra, è quella di cedere la direzione artistica a una star italiana che di jazz non conosce nulla o poco, immagino che l’epiteto Jazz non sia appropriato. Inviterebbe i suoi amici che pure di jazz non sanno un gran che. Sarebbe come affidare la conduzione del Maggio Fiorentino a Sal Da Vinci o a Arisa. Diverso il discorso per Mina che ha messo del jazz nei suoi dischi.

Il Jazz, come la musica classica nei Conservatori, si impara a scuola: Lugano ha una scuola di musica improvvisata che si chiama SMUM, fondata dal sottoscritto la cui dirigenza è molto scettica su questa nuova versione di «Estival Jazz». Mio padre creò il Jazz Festival che si teneva al Kursaal negli anni ’60 a cui parteciparono i più famosi jazzisti di allora. Jacky Marti e Andreas Wyden raccolsero l’eredità e continuarono con molti più mezzi finanziari. Ma Jacky e Andreas ora lasciano e con questo muore «Estival Jazz» il cui nome non appartiene al Municipio.

Per cui se si vuol fare un Festival estivo con contenuti diversi, chiamatelo «Estival » e basta. L’attributo Jazz non serve più. Il Jazz è una forma musicale ben definita e troppo seria per essere presa in giro: sarebbe un’offesa e un insulto alla storia musicale.

*musicista - articolo pubblicato sul Corriere del Ticino

 

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