Vignetta di Armando Boneff
L'Ippopotamo al Festival
05.08.2018 - 21:510

L'ippopotamo al Festival. Ed è subito scoop: Foa al posto di Chatrian

Rubrica festivaliera tra il serio e il faceto... In questo primo contributo non entreremo nel merito di alcuna pellicola. Ma siamo in grado di sbottigliarvi sull’unghia la notizia più attesa

Avvertenza - Rimasti senza il nostro stagno preferito - il GdP - noi ippopotami (l’Ippopotamo era il titolo di una rubrichetta satirica che appariva saltuariamente sul Giornale del Popolo) abbiamo deciso di passare alla tv, e tra le tante reti che ci hanno corteggiato abbiamo scelto, per istinto, quella libera, anche se non è esattamente una tv...

Considerato poi che in agosto usiamo flottare nelle acque del Verbano, con la ciccia rinfrescata... quale miglior passatempo che visionare pellicole in Piazza Grande e darne conto alle umane genti? In toni composti, però: “col Festival non si scherza”, ci hanno detto. A volte saremo un po’ ingombranti, e non solo per la stazza… talaltre deliziati dopo una splendida visione. Di sicuro sempre pronti a spalancar le fauci per dar fiato ai nostri commenti di pura critica cinematografica. Non perdeteci.

 


In questo primo contributo non entreremo nel merito di alcuna pellicola, visto che faremo il nostro ingresso questa sera per la prima volta in Piazza Grande, per sbirciare “Blackkklansman”, un film sul famigerato Ku klux klan. Domani vi diremo. 

 


Nuovo direttore, ecco il nome

 


Intanto, cari amici, siamo in grado di sbottigliarvi sull’unghia la notizia più attesa, tanto attesa da rendere questa 71ª edizione con i suoi pardi e altri animali una semplice visita al serraglio Knie prima del vero spettacolo sotto il tendone. Un lungo aperitivo insomma, in attesa che a fine Festival Marco Solari comunichi il nome del suo nuovo direttore, colui che raccoglierà il testimone dalle mani del nostro Carletto Chatrian. Con una settimana di anticipo noi ippopotami abbiamo già il nome: Marcello Foa. 

Non dovrà neppure disfare le valige. E meno male che l’Italia non abbia riconosciuto il suo valore. Così il nostro Marcello, disarcionato dal bolso cavallo della RAI, torna in Ticino in sella al mitico Pardo locarnese.

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