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25.10.2020 - 18:120

"Sei mesi a Groningen, un'esperienza costruttiva e molto liberatoria"

L'esperienza in Olanda di Stefano e Giacomo Sattanino, laureati in Ingegneria gestionale presso il Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI di Manno

*Di Stefano e Giacomo Sattanino

Siamo due fratelli gemelli, laureati in Ingegneria gestionale presso il Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI di Manno. Quando, al primo anno di studi, ci presentarono la possibilità di studiare all’estero per sei mesi durante il terzo anno, ci siamo subito ripromessi di trasformare quella possibilità in una certezza. Abbiamo viaggiato molto e in molti paesi di tutto il mondo con la famiglia, ma raramente da soli. Sapevamo però che andare a studiare all’estero e vivere per diversi mesi in un paese diverso dal nostro sarebbe stata un’esperienza fantastica dalla quale avremmo potuto imparare molto. La decisione era già presa e i nostri genitori non erano solo d’accordo sul fatto di farci studiare all’estero ma anzi, ci incoraggiavano ad approfittare di questa opportunità. L’unico ostacolo da superare era solamente il superamento di tutti gli esami necessario per poter partire.

Per la scelta della località e il relativo piano di studi ci è stata fornita una lista di università partner sparse un po’ per tutta l’Europa. Abbiamo scelto la località di Groningen, città di poco più di 200.000 abitanti, situata a nord-est dell’Olanda. La scelta è stata presa in parte grazie ad una testimonianza di un altro studente andato lì l’anno precedente al nostro, ma soprattutto grazie al fatto che avevamo già avuto una gran bella esperienza in Olanda e ci era davvero piaciuta molto.

Dopo aver preparato la relativa documentazione necessaria e aver trovato alloggio siamo riusciti a partire e non ci siamo mai pentiti di questo. La città era stupenda, piena zeppa di studenti dal momento che vi erano più di quattro campus universitari. Per via della sua università e della sua vivace vita culturale, Groninga (nome italiano) è considerata la più importante città dei Paesi Bassi settentrionali.

Come in tutta l’Olanda, anche a Groninga tutte le persone conoscono l’inglese, quindi non c’è stato nessun problema di comunicazione in qualsiasi contesto. L’unico problema che abbiamo riscontrato nei primi giorni, che poi per forza di cose abbiamo risolto, è stato ambientarsi all’interno del campus universitario che ci ospitava. Le lezioni erano organizzate diversamente da come siamo abituati in SUPSI. Il dipartimento era tre o quattro volte più grande e quindi era davvero complicato orientarsi al suo interno. Una volta capito come funzionasse, ci siamo solamente goduti la permanenza in quella meravigliosa città.

Abbiamo subito conosciuto i compagni di classe e i vicini di casa. Inoltre, essendo noi tipi sportivi ed essendoci iscritti alla piscina dell’università (ad un prezzo veramente irrisorio) abbiamo subito conosciuto anche altri ragazzi. In Olanda tutti usano la bicicletta, addirittura i fattorini che consegnano i pacchi con divertenti mezzi a tre ruote. Pertanto abbiamo deciso anche noi di affittare due bici per sei mesi e girare la città come fanno gli abitanti locali. Ciò ci ha permesso di ambientarci e vivere la città al meglio, tenendo conto però che avremmo dovuto usare la bicicletta anche in giornate piovose, ventose e addirittura di neve e con temperature sotto lo zero. Dopotutto era il semestre autunnale e sapevamo bene come poteva essere il tempo in Olanda.

La città era davvero viva, piena di ragazzi e di sera il centro si riempiva di gente quindi anche il divertimento era assicurato. Di giorno si studiava e la sera si usciva, anche tutte le sere volendo. Abbiamo fatto anche molte feste in casa, abbiamo partecipato a feste di sconosciuti su invito di nostri compagni di classe. Era molto usuale invitare più persone possibili al fine di divertirsi e conoscersi insieme.

È stata un’esperienza molto costruttiva e molto liberatoria dal punto di vista di vivere e adeguarsi da soli in qualsiasi condizione. Conoscere gente nuova con altri usi e costumi ma soprattutto, cosa più difficile, studiare e memorizzare in inglese. La nostra scelta di partire è stata anche quella di migliorare la lingua inglese, ed è stato molto difficile prendere appunti e studiare in un’altra lingua che non fosse l’italiano, ma dopo un mese siamo riusciti a prendere il ritmo giusto.

Esperienza super gradita e che ci sentiamo di consigliare a tutti perché, oltre a studiare presso un’università e quindi imparare dalle lezioni scolastiche, si impara molto e forse anche di più a vivere in un altro ambiente lontano da casa. Mettersi in gioco e coltivare queste esperienze pensiamo sia la cosa più bella e formativa che uno studente possa fare oltre a studiare come siamo già abituati a fare.

*laureati in Ingegneria gestionale presso il Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI di Manno

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