ENERGIA
METANORD - Edo Bobbià: "Il gas di domani va negoziato oggi"
Attualmente, ed è opportuno sottolinearlo, la quantità di gas naturale a disposizione per il settore industriale, per i commerci e per la popolazione ticinese è ottimale. Ma dal 2020 lo sarà meno...

di Edo Bobbià*

E’ apparsa in questi giorni, edita dall’ufficio federale dell’energia di Berna, la statistica globale dell’energia 2014. Un documento interessante. Di certo si ha un quadro molto dettagliato del consumo energetico nel nostro Paese, con alcuni commenti che meritano attenzione. In totale, il consumo energetico in Svizzera si è ridotto, nel 2014, del 7.7% rispetto al 2013. Si citano gli anni 2011 e 2014 tra quelli più caldi dal 1864.
                                                                   
L’annuario statistico segnala appunto il 2014 come anno decisamente negativo per il consumo energetico, che evidentemente può essere letto in positivo per rapporto all’attenzione ai consumi. E’ rilevabile un regresso (quasi) generalizzato e più precisamente:

Olio combustibile - 24,7%

Gas naturale - 11,3%

Energie rinnovabili - 14,7%

Pompe di calore - 7,6%

Biogas + 11,3%

Biocarburanti + 81,3%

                                 

Aggiungo anche che il 2015 sarà anche peggiore per i principiali vettori energetici, ad eccezione dell’olio combustibile che, grazie alla continua diminuzione del prezzo del greggio (oltre il 50%, passando dai 110 dollari ai 40 di questi giorni!), sconvolgerà le previsioni e le vendite.

L’olio combustibile, malgrado la consapevolezza diffusa del suo alto tasso di inquinamento, continua ad essere di gran lunga il vettore energetico più usato in Svizzera per il riscaldamento. Sono attivi ancora 827'307 impianti, a fronte di 263’094 di gas naturale, 178'118 con pompe di calore, 166'377 con energia elettrica e 2'374 con energia solare. Tornando al documento dell’Ufficio federale dell’energia, si possono rilevare alcune note di interesse pubblico, oltre ai dati citati.
           
Si dice, ad esempio, che i consumi dei prossimi anni non saranno determinati unicamente dalle condizioni atmosferiche, ma piuttosto dal PIL, dalla crescita demografica, dalla produzione industriale e dalla quantità delle costruzioni. Anche la scelta del vettore energetico potrà modificarsi in funzione dei nuovi scenari (progressiva minor erogazione di energia nucleare). Si riconosce poi ufficialmente al gas naturale un valore specifico grazie all’apporto della diversificazione nell’approvvigionamento. Con 900 dei 2’400 Comuni collegati e 19'434 km di condotte posate è verosimile una migliore promozione di questo vettore sia per diretta fonte di riscaldamento, sia collegato alle energie rinnovabili.

Ed è in questo contesto di ipotizzato, ulteriore sviluppo, che si inserisce la tempestiva attenzione del Consiglio di Stato. Una rappresentanza del Governo (On. Vitta e Zali) incontrerà a Milano i vertici massimi della Società nazionale metanodotti italiana (SNAM). Quest’ultima garantisce il trasporto di tutto il gas naturale di cui il Ticino ha bisogno, sia per le AIL (fino a Bedano), sia per Metanord (alta Valle del Vedeggio e Sopraceneri). Le due società affiancheranno i due Ministri per quanto di competenza tecnica.

Attualmente, ed è opportuno sottolinearlo, la quantità di gas naturale a disposizione per il settore industriale, per i commerci e per la popolazione ticinese è ottimale con buoni margini di riserva. Lo sarà meno a partire del 2020/2022 ed è per questo che occorre intavolare già adesso un discorso di ulteriore potenziamento con l’Italia. Si dovranno infatti progettare e poi realizzare strutture e/o apportare modifiche di valenza tecnica per le quali è richiesto parecchio tempo.

Per concludere una breve nota sulla sicurezza dell’approvvigionamento in Ticino. L’Italia usa molto gas: per questo ha deciso di cautelarsi adeguatamente attivando, con grande capacità industriale, ben 8 fonti diverse di fornitura sia a nord, sia a sud. Calando, come detto, il prezzo del greggio scenderà anche quello del gas naturale, anche se più lentamente ma più durevolmente. Così, almeno, le previsioni degli analisti.  

*direttore Metanord

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