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Gli imprenditori svizzeri dovranno essere garanti dei salari e delle condizioni di lavoro praticate da tutti i loro subappaltatori. Dopo il Consiglio degli Stati in settembre, oggi anche il Nazionale - con 104 voti contro 82 e 5 astenuti - ha deciso, affrontando la modifica della Legge sulle misure accompagnatorie agli accordi di libera circolazione, di non limitare questa responsabilità ai soli subappaltatori diretti.
Per la maggioranza dei deputati il dumping non soltanto penalizza i salariati, ma nel contempo costituisce una concorrenza sleale nei confronti delle piccole e medie imprese svizzere che rispettano i minimi contrattuali. La nuove disposizioni si applicheranno unicamente nei settori delle costruzioni, del genio civile e nei rami accessori dell'edilizia, dove il dumping salariale è più evidente.
Sconfitta dunque la minoranza commissionale che avrebbe voluto misure meno incisive: l'azienda che si aggiudica un appalto avrebbe semplicemente dovuto far firmare al subappaltatore un documento in cui si sarebbe impegnato ad attenersi alle condizioni di lavoro elvetiche.