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Olocausto: Ueli Maurer risponde a critiche ebraiche a suo messaggio

Il presidente della Confederazione Ueli Maurer ha risposto alle critiche delle organizzazioni ebraiche al suo messaggio tenuto il 27 gennaio in occasione "Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime dell'Olocausto".

La Federazione svizzera delle comunità israelitiche (FSCI) dà oggi notizia sul suo sito internet (www.swissjews.ch) di una lettera inviata dal consigliere federale.

In essa Maurer ammette - secondo quanto riferisce la FSCI - che questa giornata non era appropriata per "aprire il dibattito sul ruolo della Svizzera durante la Seconda Guerra mondiale". Il presidente della Confederazione aggiunge che all'epoca come oggi la società non era risparmiata dall'antisemitismo e spiega che nel suo messaggio aveva voluto anche ringraziare la generazione che aveva svolto il "servizio attivo" e che aveva salvato la vita di numerosi profughi.

Secondo Maurer, questo impegno era stato troppo ignorato in occasione delle "polemiche passate": un'allusione alle controversie della seconda metà degli anni Novanta sui fondi ebraici in giacenza e sulla politica svizzera durante il conflitto mondiale, poi sfociate nel rapporto finale della Commissione Bergier del 22 marzo 2002. Maurer conclude ribadendo la sua solidarietà al popolo ebraico ed esprimendo la sua gioia per essere stato invitato all'assemblea dei delegati della FSCI, in agenda fra due mesi.

Nel messaggio del 27 gennaio, il presidente della Confederazione, dopo aver ricordato la sua visita del 10 ottobre 2010 al Memoriale dell'Olocausto a Gerusalemme, quando ha scritto "mai più!" nel libro d'onore, aveva anche reso omaggio a "un'intera generazione di donne e uomini coraggiosi", che hanno permesso alla Svizzera di rimanere un paese libero e democratico in uno dei periodo più bui per l'Europa. Agendo in questo modo - aveva aggiunto - "la Svizzera è diventata un'ancora di salvezza per molte persone perseguitate e in pericolo".

Il 28 gennaio, la FSCI e il Coordinamento intercomunitario contro l'antisemitismo e la diffamazione (CICAD) avevano criticato il messaggio, rimproverando al consigliere federale dell'UDC di aver occultato le "debolezze e gli errori" della politica elvetica durante la Seconda Guerra mondiale e di essersi dimenticato di parlare dei "profughi che sono stati respinti verso una morte certa" e di coloro che sono stati puniti per averli aiutati. Il 30 gennaio, le due organizzazioni ebraiche hanno scritto una lettera a Maurer esponendogli le ragioni delle loro critiche.

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