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Contenzioso SPAR Dättwil: scioperanti via da ingressi ma licenziati
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I dipendenti in sciopero e il sindacato Unia che bloccavano da undici giorni il negozio SPAR con stazione di servizio di Dättwil, presso Baden (AG), ne hanno liberato gli ingressi su ingiunzione della giustizia. Lo sciopero sarà proseguito davanti alla sede principale di SPAR a San Gallo. Il conflitto tra le parti, che riguarda soprattutto questioni salariali, si è fatto più duro: i dieci dipendenti che si sono astenuti dal lavoro sono stati licenziati con effetto immediato.

Il presidente del Tribunale distrettuale di Baden oggi aveva ordinato la fine del blocco entro le 16.00. Il Tribunale ha così risposto a una domanda del gruppo di commercio al dettaglio SPAR. Se gli scioperanti non avessero rispettato la decisione di giustizia, sarebbe intervenuta la polizia.

"Non abbiamo alcun interesse a un confronto con le forze dell'ordine", ha detto all'ats Kurt Emmeneggerm, responsabile di Unia per Argovia. L'obiettivo deve rimanere il negoziato con i responsabili di SPAR.

Unia oggi del resto ha sottoposto a SPAR un'offerta scritta di trattativa. In questo modo è soddisfatta una precondizione posta da SPAR per una ripresa dei negoziati, interrotti martedì. Tuttavia, deplora il sindacato, il gruppo di commercio al dettaglio non ha reagito.

Nella sua offerta, Unia chiede in particolare che i licenziamenti in tronco - di cui oggi per la prima volta si è informato il pubblico - pronunciati contro gli scioperanti siano sospesi. Il portavoce di SPAR Ronald Haug ha confermato all'ats che tutti i dieci scioperanti hanno ricevuto la lettera di licenziamento.

Haug ha sottolineato che la fine del blocco è intervenuta solo per effetto della pressione della giustizia. Unia finora non ha mostrato alcuna disponibilità al compromesso, ha sottolineato il portavoce.

Già lo scorso 6 giugno, il presidente del Tribunale aveva giudicato il blocco dei locali da parte degli scioperanti inammissibile e sproporzionato.

Il diritto di sciopero, garantito dalla Costituzione, può essere esercitato anche senza un tale blocco dell'attività, aveva dichiarato il giudice. Aveva dunque obbligato i manifestanti a liberare con effetto immediato gli accessi e li aveva minacciati di multa.

Gli scioperanti non hanno però dato seguito alla decisione di giustizia. Oggi l'ordine di liberare gli accessi era definitivo.

Lo sciopero è iniziato il 3 giugno. Vi hanno aderito dieci dei 21 dipendenti. Il conflitto è soprattutto di natura salariale. Unia denuncia "condizioni intollerabili" per i lavoratori del negozio, che per mancanza di personale sono costretti a fare sempre più straordinari e ricevono un salario che per un tempo pieno raggiunge appena 3600 franchi mensili.

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