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I test neuropsicologici adottati dall'ufficio AI di Lucerna per smascherare in caso di dubbio i "falsi invalidi" - esami di cui ha dato notizia ieri il domenicale "Zentralschweiz am Sonntag" - suscitano critiche fra gli addetti ai lavori. L'associazione Pro Infirmis dubita della loro affidabilità. Manifesta per contro approvazione l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).
"Simili test sono un'assurdità", ha dichiarato oggi all'ats Mark Zumbühl, portavoce della maggiore organizzazione per i disabili in Svizzera. Le malattie psichiche, afferma Zumbühl, non si sviluppano linearmente ma in modo ondulatorio. Il risultato dei test neuropsicologici dipende dunque dal momento in cui essi vengono effettuati. A suo avviso i molti esami cui già oggi devono sottoporsi i candidati a una rendita AI bastano e avanzano.
"Ci disturba in particolare il sospetto generalizzato" verso le persone i cui handicap non sono visibili, dice il portavoce di Pro Infirmis, uno scetticismo - rileva - contro il quale devono battersi i beneficiari di rendite AI da quando l'espressione "falsi invalidi" è entrata nel pubblico dibattito.
Dal canto suo, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sostiene la nuova prassi lucernese, ha indicato all'ats Peter Eberhard, capo dell'Ambito Assicurazione invalidità dell'UFAS. I test neuropsicologici dovono tuttavia essere ampiamente riconosciuti dal punto di vista scientifico e in ogni caso utilizzati soltanto a complemento di una perizia medica.
L'ufficio AI di Lucerna ricorre dallo scorso anno a test neuropsicologici per smascherare i sospetti "falsi invalidi" che si rivolgono all'assicurazione per ottenere una rendita adducendo motivi psichici. I test, da risolvere in un tempo limitato, servono a valutare le capacità di performance e di riflessione dei presunti pazienti. Ad essi si aggiunge una analisi delle onde cerebrali.