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In seguito alle valanghe che hanno ucciso 11 persone dal 26 dicembre, i professionisti della montagna studiano la possibilità di varare nuove misure di prevenzione. Secondo l'esperto Heinz Walter Mathys è anche necessario che gli appassionati di freeride cambino mentalità.
L'Associazione svizzera delle guide di montagna (ASGM) considera di accrescere l'offerta di formazione di corsi sulle valanghe, indica il suo presidente Pierre Mathey. Questi corsi, già esistenti, non sono abbastanza conosciuti e gli sciatori hanno bisogno di una migliore formazione.
Secondo il presidente, le persone che si dedicano allo sci prestano attenzione ad una parte soltanto del messaggio di prevenzione. È in particolare il caso del bollettino sulle valanghe, di cui è presa in considerazione soltanto l'intensità del pericolo, mentre i versanti e l'altitudine non sono consultati. Molto spesso, inoltre, gli sciatori non sanno a quale altitudine e su quale versante stanno sciando.
Un'altra possibilità, volta più particolarmente a contrastare l'immagine esaltante dello sciatore che sfreccia sulle neve fresca, consisterebbe nel presentare i preparativi e le precauzioni prese in occasione di competizioni quali l'Xtreme di Verbier o la Pattuglia dei ghiacciai, il cui svolgimento è cancellato in presenza di pericolo di valanghe.
Uno sforzo per diminuire i rischi è richiesto pure agli sciatori che preferiscono frequentare le piste non segnate. "I freeriders devono cambiare mentalità", afferma Heinz Walter Mathys, presidente onorario della Commissione svizzera per la prevenzione degli infortuni su discese da sport sulla neve (SKUS) in un'intervista al quotidiano "Le Temps".
Il rispetto della montagna dovrebbe reggere sia lo sci che l'alpinismo. "Quando il pericolo di valanghe è di grado 3 marcato o superiore, bisogna astenersi assolutamente dall'uscire dalle piste", insiste l'avvocato e specialista del diritto dello sport.
Il freeride non può essere vietato, ma deve essere limitato e punito in caso d'inosservanza delle limitazioni imposte. Sanzioni analoghe a quelle previste per gli automobilisti privi di scrupoli, cui può essere ritirata la patente, dovrebbero essere considerate nei riguardi dello sciatore o dello snowboarder che mette in pericolo la vita altrui.
Scatenare una valanga che invade le piste segnate - ricorda l'avvocato - è un reato penale, punibile con una pena detentiva di 3 anni al massimo.