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Dalla scorsa settimana i lupi che vivono sul sul massiccio grigionese del Calanda e del Ringelspitz vengono "catturati" da speciali macchine fotografiche. Si tratta di un progetto pilota volto a meglio monitorare questo animale in Svizzera, facilitando la convivenza con gli umani.
Da due anni e mezzo il lupo è presente in questa regione e nel frattempo si è riprodotto, ampliando il suo territorio ai comuni a sud del Reno (Bonaduz, Rhäzüns e Domat/Ems).
Il monitoraggio deve assolutamente potersi basare su fatti oggettivi, fa sapere l'Ufficio retico per la caccia e la pesca, che collabora in questa iniziativa con l'omologo ufficio sangallese.
Tutti gli apparecchi fotografici di questo progetto pilota - da 20 a 25 - sono contrassegnati e se su determinati scatti compaiono persone vengono immediatamente cancellate. L'installazione delle "trappole" avviene nel rispetto delle zone di riposo per la selvaggina.La popolazione è invitata "a sostenere con benevolenza questo progetto", i cui risultati andranno pur sempre a vantaggio della collettività e contribuiscono a "evitare conflitti tra esseri umani e lupi".