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Nessuna tregua in Egitto. Manifestazioni organizzate dai sostenitori del Fratelli musulmani hanno segnato oggi un nuovo venerdì della rabbia e della collera con almeno quattro morti, tra cui una giovanissima giornalista egiziana, decine di feriti e una settantina di arresti.
Proteste e cortei, dal nord al sud del Paese, per dire no al "golpe militare", ma soprattutto per mandare un segnale forte contro la candidatura di Abdel Fattah al Sisi alle prossime elezioni presidenziali, quando mercoledì scorso rivolgendosi alla nazione l'uomo forte dell'Egitto si è dimesso dalle cariche militari e ha promesso di combattere il terrorismo, la disoccupazione e risollevare l'economia.
Un discorso non gradito da tutti. La risposta da parte della Coalizione di sostegno alla legittimità del deposto presidente Mohamed Morsi era stata immediata con un appello a partecipare in massa ad una "grandiosa manifestazione".
Una minaccia che aveva messo in stato di allerta la sicurezza che ha rafforzato i controlli, dispiegando "blindati militari nelle piazze di Tahrir, Nahda e Rabaa della capitale" e "impiegando un gran numero di poliziotti e militari intorno alle ambasciate Usa e del Regno Unito".
Stesse misure sono state prese "davanti ai palazzi presidenziali di Ittihadiya e del Kobba a est della capitale, con check point nelle vie di accesso al Cairo, all'aeroporto e al Canale di Suez".
Una calma apparente ha svegliato il Cairo questa mattina prima delle consuete preghiere del venerdì'. Ma la situazione è degenerata verso mezzogiorno quando la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere un primo corteo della Confraternita nel quartiere di Maadi, nel sud del Cairo.
Nelle stesse ore a piazza Tahrir si teneva un raduno a sostegno di Sisi con bandiere dell'Egitto e fotografie dell'ex generale. Poi la tragedia. Quattro morti, tra cui due donne. Una delle due era una giornalista di un giornale indipendente.