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CSt: farmaci troppo cari, criteri ammissione vanno ripensati
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I farmaci venduti in Svizzera continuano ad essere troppo cari. Per mitigare questo problema, il Consiglio degli Stati ha approvato tre postulati che invitano il governo a riesaminare il sistema di ammissione dei medicamenti nella lista dei preparati rimborsati dall'assicurazione malattia di base.

I tre atti parlamentari sono stati inoltrati sulla scia di un rapporto alquanto critico della commissione della gestione. Quest'ultima criticava le procedure rette da criteri imprecisi, l'assenza di indipendenza delle istanze implicate e i pochi mezzi messi a disposizione per l'assolvimento di questo compito.

Affinché un farmaco venga rimborsato deve rispondere ai criteri di efficacia, adeguatezza ed economicità. Simili requisiti sono stati giudicati imprecisi dal plenum, secondo cui il Consiglio federale dovrebbe prendere maggiormente in considerazione il beneficio terapeutico di ogni preparato.

L'esecutivo dovrebbe inoltre sviluppare l'analisi tra il costo e il beneficio di un prodotto. I paragoni con altri farmaci disponibili e con i prezzi praticati all'estero non sono del tutto soddisfacenti. La Svizzera non considera i ribassi commerciali nei prezzi ufficiali applicati all'estero e utilizzati come riferimento. Inoltre, il premio concesso all'innovazione non è applicato in maniera uniforme.

A nome del Consiglio federale, il ministro della sanità Alain Berset ha dichiarato che il problema è noto e che diversi correttivi sono già stati adottati. Le procedure per fissare il prezzo di un farmaco sono in fase di riesame e un'ordinanza dovrebbe essere inviata in consultazione prima dell'estate, ha ricordato.

Tra le altre richieste figura l'invito all'Ufficio federale della sanità pubblica di stralciare dalla lista delle specialità quei prodotti che non soddisfano i criteri di riferimento. Negli ultimi 10-15 anni, ciò non è mai accaduto, tranne quando alcuni farmaci sono stati tolti dal mercato da Swissmedic per ragioni di sicurezza. Stando a Berset, i suoi servizi stanno già esaminando le condizioni per la radiazione di farmaci che non rispondono più ai criteri di economicità, efficacia e adeguatezza.

Il Consiglio federale dovrà inoltre rispondere ai quesiti della commissione della gestione circa l'indipendenza delle vari istanze coinvolte. L'obiettivo è separare chiaramente le competenze dell'Ufficio federale della sanità pubblica dalla Commissione federale dei medicamenti.

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