Il ticinese, capo degli arbitri Fifa, prende ufficialmente le difese del fischietto giapponese di Brasile-Croazia, che ha assegnato un rigore a dir poco assurdo ai padroni di casa. “Una difesa che sconcerta” scrivono i media internazionali

SAN PAOLO – Che avrebbe fatto discutere e scorrere fiumi di inchiostro era prevedibile, ma ora nel dibattito interviene Massimo Busacca, il ticinese a capo degli arbitri Fifa, difendendo l’operato (indifendibile) dell’arbitro giapponese Yuichi Nishimura. Stiamo ovviamente parlando della partita d’esordio tra Brasile e Croazia, che ha visto uscire dal campo vincitori i Verdeoro, grazie anche, e soprattutto, a un rigore che definire generoso suona come eufemistico (leggi articolo correlato).
“Era ben posizionato – ha detto l’ex fischietto ticinese, come riportano i maggiori media internazionali - gli arbitri prendono decisioni in un secondo e si concentrano sui gesti che vedono. Lui ha fatto la sua valutazione dopo aver visto le mani di Lovren su Fred”. Questa dunque l’analisi di Busacca, che ha aggiunto che quando “un giocatore usa le mani nell'entrare in contatto con un avversario indirizza l'arbitro a prendere una determinata decisione.”
Ed è proprio il fatto che il capo degli arbitri sostenga, oltre alla correttezza della valutazione del giapponese, il buon posizionamento del direttore di gara, a stupire. Un’affermazione che ha suscitato lo sdegno di molti commentatori internazionali secondo i quali, semplicemente con un pizzico di umiltà, sarebbe bastato ammettere l’errore e voltare pagina senza ulteriori polemiche.
E a chi ha chiesto in merito al possibile “riutilizzo” dell’arbitro giapponese nel prosieguo del torneo, Busacca ha risposto tagliando corto (lasciando comunque aperta la possibilità di vederlo ancora in campo): “Non posso rispondere perché non abbiamo analizzato tutta la partita, noi guardiamo all'intera partita e ai 90' e non ad un solo intervento. Faremo un'analisi completa e poi decideremo”.
Anche sui presunti favoritismi ai padroni di casa il capo degli arbitri Fifa ha le idee chiare: “L' arbitro non ha tempo di pensare. Deve prendere una decisione in meno di un secondo. In campo ci sono solo una squadra A e una squadra B. Non pensa: qui siamo in Brasile. Non ha il tempo per pensare a queste cose” ha commentato il ticinese.
Busacca, è utile ricordarlo, quattro anni fa, all’apice della carriera e considerato il miglior arbitro del mondo, venne mandato a casa a sorpresa dalla rassegna sudafricana per molto meno, anzi per aver correttamente applicato il regolamento (assegnando un rigore giusto ed espellendo il portiere per il fallo, come previsto dalle regole), con l’unica colpa di averlo fatto contro la squadra sbagliata, i padroni di casa.
Il ricordo sembrerebbe però già sbiadito nella sua testa, viste le parole pronunciate, ruolo istituzionale a parte, a favore di Nishimura. Affaire à suivre…
red