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Gaza: Haaretz, le condizioni di Hamas per tregua
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Il capo politico di Hamas Khaled Meshal - citato da Haaretz - ha detto che il gruppo non accetterà una tregua fino a che Israele non toglierà il blocco imposto a Gaza e non libererà i detenuti palestinesi riarrestati dopo essere stati liberati nello scambio per i rilascio del soldato Gilad Shalit. Hamas - sempre secondo Haaretz - vuole che l'Egitto mostri "flessibilita" nell'apertura del valico di Rafah con la Striscia.

Meshal - secondo quanto riportato da Haaretz - ha detto anche di essere disponibile a discutere ogni accordo basato su queste richieste, aggiungendo che il Qatar e la Turchia stanno prendendo parte agli sforzi di mediazione accanto all'Egitto.

Intanto la televisione commerciale israeliana ha riferito di due scontri a fuoco fra soldati israeliani e miliziani palestinesi nelle immediate vicinanze dei reticolati di confine con Gaza, nel settore centrale della Striscia. Gli abitanti dei villaggi israeliani di frontiera hanno avuto ordine di restare chiusi nelle abitazioni. In precedenza Hamas ha affermato da Gaza che suoi miliziani "combattono oltre le linee nemiche".

Il presidente americano, Barack Obama, e il primo ministro inglese, David Cameron, si sono detti d'accordo sul diritto di Israele a difendersi, ma anche sulla necessità di un cessate il fuoco prima possibile sulla scia dei timori di un'ulteriore esclation e della perdite di vite innocenti.

Da parte sua il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry ha avuto un colloquio telefonico con il collega iraniano Mohammad Javad Zarif durante il quale ha invitato l'Iran a "sostenere l'iniziativa egiziana" per un tregua a Gaza. Lo riferisce l'agenzia statale egiziana Mena.

Intanto il numero dei palestinesi di Gaza sfollati negli edifici dell'Unrwa (l'agenzia delle Nazioni Unite per i profughi) è salito stamane a 55 mila. Ieri erano stimati in 35-40 mila.

Per queste decine di migliaia di sfollati l'Unrwa ha aperto in tutta la Striscia complessivamente 44 edifici scolastici, che risultano tuttavia insufficienti per il continuo flusso di persone in fuga da aree di combattimento.

Nelle notte le autorità israeliane hanno avvertito gli abitanti di numerose località della Striscia che quelle aeree rischiano di trasformarsi presto in zone di combattimento, ragion per cui è necessario il loro sgombero immediato.

Fra le località minacciate figurano Rafah e il settore orientale di Khan Yunes (nel Sud della Striscia); e i campi profughi di al-Maghazi, Boureij e Nusseirat, nelle settore centrale. Alcuni di questi agglomerati sono affacciati sul mare: cosa che fa a temere a Gaza che possa essere imminente uno sbarco di forze militari israeliane.

Nel frattempo l'agenzia di stampa al-Ray, vicina al movimento di Hamas, ha aggiornato il bilancio delle vittime palestinesi a Gaza nel corso del conflitto con Israele: 321 morti e 2270 feriti.

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