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Ecco cosa succederebbe in un mondo senza la "Nera Signora": "Una massa gigantesca di vecchi lassù un cima, sempre in crescita, che inghiotte come un pitone le nuove generazioni…”
LINEA D'OMBRA - In "Le intermittenze della morte", Saramago racconta la storia di un paese in cui la morte scioperò. Un romanzo per riflettere nei giorni dei defunti

di Marco Bazzi

“Il giorno seguente non morì nessuno”… In un imprecisato paese, allo scoccare della mezzanotte di un 31 dicembre, si instaura l’eternità, perché nessuno muore più. Già l’idea riflette la genialità del Premio Nobel portoghese Josè Saramago.

Solo dopo sette mesi la morte annuncerà la ripresa della propria attività con una lettera manoscritta inviata in una busta viola ai mezzi di informazione e alla popolazione. Le intermittenze della morte ci porta in una dimensione onirica e fantastica, ma ci fa anche riflettere, con la tagliente ironia di Saramago, sulle conseguenze che avrebbe l’eventuale conquista dell’immortalità.

Il governo e il primo ministro si preparano ad affrontare “i complessi problemi sociali, economici, politici e morali che l’estinzione della morte inevitabilmente avrebbe determinato”. Così come la Chiesa, rappresentata da sua Eminenza: “Senza morte, mi ascolti bene, signor primo ministro, senza morte non c’è resurrezione, e senza resurrezione non c’è chiesa…”.

L’incredibile fenomeno tocca anche l’economia: “Come c’era da aspettarsi, i primi e formali reclami vennero dalle imprese degli affari funerari”, che chiedono al governo “di rendere obbligatoria la sepoltura o la cremazione di tutti gli animali domestici che vengano a defungere di morte naturale o per incidente, e che tale sepoltura o tale cremazione siano obbligatoriamente effettuate dall’industria funeraria”.

Gli ospedali sono al collasso: nessuno muore più, nemmeno coloro che “per la gravità delle malattie o degli incidenti di cui erano stati vittime, in situazioni normali sarebbero già passati a miglior vita”.

E che dire delle catastrofiche previsioni demografiche? “Il triangolo delle età si capovolgerà rapidamente, una massa gigantesca di vecchi lassù un cima, sempre in crescita, che inghiotte come un pitone le nuove generazioni…”.

Un gruppo di esperti viene così incaricato “di riflettere sulle conseguenze di un futuro senza morte”.

Alla fine la morte torna all’opera. Vani sono i tentativi di identificare il mittente delle lettere con cui lo annuncia. Si scopre solo, come sostiene un grafologo, che sono scritte da una mano femminile.

In copertina: Paul Gauguin, Madame La Mort

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