CORONAVIRUS
Scoppia la polemica sui manifesti shock. Maggia e Avegno: "Ci distanziamo". E i cartelloni spariscono. Dadò: "Vige la censura"
Il presidente del PPD: "Ai ticinesi vengono chiesti sacrifici e i ticinesi li fanno e nella stragrande maggioranza dei casi rispettano le regole, ma guai chiedere ai turisti di fare altrettanto!”

MAGGIA – I Municipi di Maggia e Avegno-Gordevio si sono dissociati dall’iniziativa del presidente del PPD, Fiorenzo Dadò, che ha esposto dei manifesti shock per contrastare l’arrivo di turisti in Vallemaggia. I due municipi, si legge in una nota, “Con riferimento all’apparizione di striscioni sulla passerella di Avegno con la strumentalizzazione di immagini della terapia intensiva negli ospedali per fermare i turisti d’oltralpe – si legge in una nota -, si distanziano da questa iniziativa personale di Fiorenzo Dadò ed esprimono il proprio disappunto sottolineando l’evidente sproporzione di un gesto che coinvolge, per la scelta del luogo di esposizione, l’intera Valle”.

Nel frattempo, i manifesti sono stati rimossi. “Prendiamo atto – commenta Dadò -, che vige la censura e che si vogliono privilegiare gli interessi di pochi alla salute di tutti. Sono tre settimane che i ticinesi stanno in casa, che gli anziani non possono andare a fare la spesa, che i negozi e i bar e le aziende hanno chiuso. Nonostante queste misure, che hanno contenuto la diffusione del virus, abbiamo ancora delle gravi ripercussioni sulla salute di molte persone e sul sistema sanitario, e avremo dei danni economici notevoli. In sostanza, ai ticinesi vengono chiesti sacrifici e i ticinesi li fanno e nella stragrande maggioranza dei casi rispettano le regole, ma guai chiedere ai turisti di fare altrettanto!”.

Io ho fatto la mia parte, conclude Dadò, “chi ha tolto quei manifesti si assuma la responsabilità se ci sarà un’invasione di turisti e se ci saranno violazioni alle misure che invece tutti noi siamo chiamati a  sopportare”.

 

Ma torniamo alla nota di Maggia e Avegno Gordevio, che prosegue così: “I due Municipi sono coscienti della delicatezza della tematica; ritengono che sia il Dipartimento delle Istituzioni che la Confederazione abbiano intrapreso azioni adeguate volte a scoraggiare il turismo in questo periodo. C’è da aggiungere inoltre che Maggia ed Avegno Gordevio, come del resto anche altri Comuni della Valle, si sono impegnati a scrivere puntualmente ai proprietari delle residenze secondarie, invitandoli esplicitamente a non venire in Valle in questo delicatissimo momento. I due Municipi hanno inoltre deciso, in questi giorni adiacenti alla Pasqua, di promuovere puntuali pattugliamenti nelle zone più a rischio affinché si rispettino le misure di sicurezza.

Maggia e Avegno Gordevio riaffermano con forza come questo sia il peggior momento per decidere in modo temerario di passare le vacanze di Pasqua in Ticino e in Vallemaggia, rilanciando l'appello a tutti di rimanere a casa. Tuttavia a nostro avviso non giustifica l'iniziativa di Dadò, soprattutto per i toni e i metodi attuati, che arrischiano di incidere negativamente in futuro sulla vocazione turistica della nostra regione e dell’intero Cantone”.

 

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